06/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La disperata condizione dei profughi iracheni

Fame, violenze, prigione. E' quanto attende centinaia di migliaia di profughi iracheni in fuga da un Paese martoriato dalla guerra. Più di due milioni di sfollati, in una popolazione che ne conta 25 milioni, hanno trovato rifugio in Paesi quali la Siria, la Giordania, il Libano, l'Egitto e altri. La loro condizione è spesso quella di residenti illegali, e spesso sono costretti ad affrontare la deportazione, la galera, o la fame.

Fuga dalla guerraUlteriori pericoli nel loro Paese. Il rapporto di 'Human Rights Watch' dal titolo 'Marcire qui o morire là: scelte disperate per i rifugiati iracheni in Libano', dipinge una situazione nella quale le autorità libanesi arrestano rifugiati iracheni che non hanno documenti di soggiorno e li imprigionano per un periodo di tempo indefinito per costringerli a tornare in Iraq. "I rifugiati iracheni in Libano vivono nella paura costante di essere arrestati - spiega Bill Frelick, direttore del programma per rifugiati di Human Rights Watch -. I rifugiati arrestati si trovano di fronta la prospettiva di marcire in prigione per un tempo indefinito prima della decisione di tornare in Iraq e affrontare ulteriori pericoli e difficoltà nel loro Paese".
 
Tenda con profughi iracheniUn terzo di loro rinunciano ad un pasto per nutrire i figli. Secondo l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, in Libano ci sono 40 mila rifugiati. I maltrattamenti subiti in Libano hanno spinto molti di loro a fuggire in Siria, ma dal 1 ottobre non è più possibile, in quanto Damasco ha deciso di richiedere il visto a tutti gli iracheni in ingresso. Ciononostante, anche in Siria la situazione non è delle migliori per i rifugiati iracheni. Il World Food Programme (Wfp) ha denunciato due giorni fa che un terzo degli iracheni presenti in Siria sono costretti a rinunciare al pranzo o alla cena per nutrire i loro figli.
 
Milioni di sfollati interni. In Giordania ci sono almeno 750 mila rifugiati. La maggioranza non ha permesso di soggiorno. Per ottnerlo, gli iracheni devono provare di poter depositare nelle banche siriane almeno 100 mila dollari o riuscire ad ottenere un lavoro nell'amministrazione statale. Pochissime sono le domande per un permesso di residenza che vengono accolte. Numerosi, in Giordania, sono stati deportati in Iraq. Decine di migliaia di iracheni sunniti sono stati uccisi semplicemente perchè si chiamavano Omar, Bakr, Othman o altri nomi bersaglio delle milizie dell'esercito del Mahdi. Secondo l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, ci sono 2,25 milioni di sfollati interni in Iraq, in aggiunta a più di 2,5 milioni fuggiti dal Paese.

Luca Galassi

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