05/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Amnesty pubblica un rapporto sui diritti umani in Cina
Alla vigilia delle olimpiadi dell'anno prossimo in Cina, Amnesty International pubblica un rapporto sullo stato dei diritti umani, sulla pena di morte e sulla libertà dei media nel paese. Si sostiene che Pechino stia facendo progressi significativi, anche se non definitivi, nel rispetto dei diritti individuali e si stia progressivamente aprendo alla democrazia, ma non è possibile ignorare quanta strada separa ancora il popolo cinese da una piena libertà, così come viene intesa dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
 
Le prossime olimpiadi saranno una grande vetrina internazionale per la Cina, ma è importante che lo sport non diventi uno strumento per ingannare l'opinione pubblica mondiale sul reale stato dei diritti nel Paese. “Non potrò mai dimenticare -scrive Darwin Pastorin nella prefazione del rapporto- la vergogna dei Mondiali di calcio del 1978 in Argentina, nel pieno della dittatura di Videla e dei suoi scherani. In uno stadio si giocava e in un altro si torturava. Nell’indifferenza generale, con tanti, troppi resoconti favorevoli alle menzogne del regime, con gente che non voleva andare oltre i gol”. Nel periodo che precede i Giochi, Amnesty International chiede al Comitato Olimpico Internazionale di sottoporre direttamente alle autorità cinesi le preoccupazioni e le raccomandazioni contenute nel rapporto, allo scopo di garantire che significativi progressi nella protezione dei diritti umani avvengano prima delle Olimpiadi e rimangano anche dopo, come definitive eredità per il popolo cinese.
 
Categoria: Diritti, Sport
Luogo: Cina