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La Duma verso il riconoscimento dell’indipendenza. A nulla sono servite le proteste del governo georgiano nei confronti del Cremlino
che, anzi, ha rincarato la dose. “Valuteremo con attenzione il modo in cui i cittadini
russi in Abkhazia e Ossezia del Sud hanno espresso il loro voto”, aveva dichiarato,
prima che i risultati fossero resi noti, il segretario di Russia Unita, Boris
Gryzlov, fido uomo di Putin. “Penso che a gennaio la Duma discuterà del riconoscimento
dell’indipendenza di queste due repubbliche”.
Mosca aspetta di vedere cosa succede in Kosovo. La Russia aspetta di vedere cosa succederà in Kosovo. Se dopo il termine del
10 dicembre gli albanesi della provincia serba dichiareranno la propria indipendenza
da Belgrado – come pare scontato – e se essa verrà riconosciuta dall’Occidente,
è certo che il Cremlino decida di riconoscere l’indipendenza delle due province
georgiane. I cittadini delle due autoproclamate repubbliche di Abkhazia e Ossezia
del Sud hanno più volte espresso con referendum la loro volontà di separarsi da
Tbilisi e di venire annesse alla Federazione Russa. Una situazione che di fatto
è già così da quindici anni, ovvero dalla fine dei due conflitti armati con cui
i separatisti abkhazi e sud-osseti, appoggiati dall’esercito russo, hanno conquistato
l’indipendenza “de facto” dalla Georgia. Due guerre sanguinose, caratterizzate
da gravi episodi di pulizia etnica a danno dei georgiani e costate la vita di
circa almeno quindicimila georgiani, tremila abkhazi e duemila sud-osseti. Enrico Piovesana
Parole chiave: georgia, abkahzia, ossezia del sud, enrico piovesana