04/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Per risolvere la crisi politica che da giugno costringe il Belgio senza un governo, il re Alberto II ha incaricato l'ex-premier, Guy Verhofstadt, di condurre una “missione di crisi” per riportare al tavolo delle trattative fiamminghi e valloni, ed evitare che l'impasse politica comprometta l'unità della nazione.

L'ex-premier belga Guy VerhofstadtAl liberale fiammingo Verhofstadt, uscito perdente dalle elezioni di giugno dopo 8 anni di premierato, non verrà quindi affidato l'incarico di formare un nuovo governo, come annunciato in precedenza. Ma il suo incarico è comunque uno scacco per il leader cristiano democratico Yves Leterme, il vincitore delle elezioni, che sabato scorso aveva rimesso per la seconda volta al re il proprio mandato nell'impossibilità di formare un nuovo governo.

Fiamminghi e valloni sono infatti divisi sul programma di Leterme, che vorrebbe dare maggiore autonomia alle Fiandre, la regione economicamente più forte del Paese. I rappresentanti della Vallonia chiedono invece il mantenimento dell'attuale struttura federale, anche per beneficiare dei sussidi economici inviati da Bruxelles alle regioni meridionali più svantaggiate. I partiti fiamminghi hanno più volte suggerito che, in mancanza di una soluzione alla crisi, le Fiandre potrebbero separarsi dal Belgio.
 
Parole chiave: belgio, verhofstadt, fiamminghi, valloni
Categoria: Lingue, Politica
Luogo: Belgio