04/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La Blackwater vuole una nuova sede vicino al confine col Messico. Ma gli abitanti della città scelta non ci stanno
L'uccisione di 17 civili iracheni in una sparatoria da una parte, l'inchiesta sul presunto contrabbando d'armi a favore del Pkk dall'altra. Negli ultimi due mesi la Blackwater, la più grande compagnia di sicurezza privata in Iraq, è finita sotto il fuoco incrociato di Baghdad e Washington. Ma ora nella guerra contro l'azienda si è aperto un altro fronte, quello occidentale. Parte degli 850 abitanti di Potrero, un paesino della California dove la compagnia vorrebbe costruire il quartiere generale della nuova Blackwater West, si sono ribellati all'acquisizione del terreno da parte della società, perché il suo arrivo sconvolgerebbe la tranquilla vita di provincia.

Contractor della Blackwater di scorta a Paul Bremer, quando era capo dell'Autorità provvisoria irachenaLa Blackwater si sta muovendo da oltre un anno per espandere la sua presenza negli Stati Uniti. Il nulla osta per l'acquisto dell'allevamento di polli dismesso dove dovrebbe sorgere la Blackwater West, 325 ettari nelle colline distanti 80 chilometri da San Diego, è arrivata l'anno scorso per conto del Potrero planning group, l'assemblea locale che ha il compito di approvare i piani regolatori. Ma all'epoca molti abitanti non erano neanche stati informati, e della società di contractor si era sentito parlare meno. Nel corso del 2007 l'opposizione alla costruzione del campo di addestramento è cresciuta, e qualche settimana fa una manifestazione di protesta a Potrero ha radunato oltre 200 persone. Una petizione contraria all'arrivo della Blackwater ha raccolto centinaia di firme, e per l'11 dicembre è prevista un'elezione per cambiare la composizione del planning group. I candidati che sfidano quelli in carica vorrebbero ridiscutere l'accordo con la compagnia.

Ma Potrero è divisa. C'è chi è preoccupato per lo sconvolgimento dei ritmi di vita – la città ha un solo negozio, che fa anche da ristorante – e chi invece pensa più al nuovo giro di affari che si creerebbe con l'arrivo di migliaia di persone da fuori. La nuova struttura ospiterebbe 11 poligoni di tiro, una base di atterraggio per elicotteri, senza contare gli alloggi per centinaia di reclute da addestrare. “Questa è una comunità piccola, si immagina il traffico e il rumore degli spari che porterebbero quelli?”, dice al telefono a PeaceReporter Janet Goode, una delle candidate che si oppongono all'arrivo della Blackwater. “Quella compagnia addestra civili per farne dei mercenari. Dovrebbero andare in una città grande, in strutture dell'esercito. Non li voglio qui, e mi sento presa in giro perché noi abitanti di Potrero abbiamo saputo dell'accordo solo lo scorso dicembre, quando il nulla osta era già arrivato”, conclude la Goode. Timothy Hammers, figlio dell'attuale presidente del Planning group, non vede invece grandi problemi. “Se questa società si attiene alle leggi, perché fare tante storie?”, si chiede parlando con PeaceReporter. “E' vero che la vita a Potrero cambierebbe, ma in fondo già stanno arrivando tante persone che si stabiliscono qui per scappare dalle grandi città”.

La sede della Blackwater in North CarolinaMa perché proprio Potrero? I critici vedono nella decisione della Blackwater un obiettivo ambizioso: mettere le mani sul business dei controlli alla frontiera con il Messico. Potrero è a ridosso del confine (“Da casa mia saranno meno di tre chilometri”, dice la Goode), in una zona dove gli attraversamenti clandestini sono frequenti. Al momento la gestione dei controlli è nelle mani della Border Patrol, in alcune zone con l'aiuto di vigilantes volontari come i Minutemen. Ma come le forze armate Usa hanno lasciato progressivamente spazio ai contractor nelle guerre in Iraq e in Afghanistan, così potrebbero fare in un futuro nella lotta ai migranti clandestini. Brian Bonfiglio, vicepresidente della Blackwater West, ha negato di aver scelto Potrero con questa finalità in mente. Ma una testimonianza del presidente Gary Jackson di fronte a una commissione della Camera nel marzo 2005 sembra dire il contrario: “Così come il settore privato si è occupato di trasportare merci in giro per il mondo in maniera più efficiente, così la Blackwater può occuparsi dei nuovi bisogni della Polizia di frontiera”, disse Jackson.

Intanto, nelle scorse settimane Potrero ha avuto altro a cui pensare. Gli incendi che un mese fa sconvolsero il sud della California hanno colpito anche qui: i boschi della zona sono stati ridotti in cenere. “In questa zona transitano molti immigrati clandestini, ma ora che è tutto bruciato avranno meno posti dove nascondersi”, ironizza Hammers. Le fiamme non hanno causato vittime a Potrero, ma per domarle ci sono voluti giorni. E i soccorsi – acqua, cibo, carburante per gli abitanti isolati dalle fiamme – prestati, tra gli altri, anche dalla Blackwater. Sulla compagnia sono piovute accuse di conflitto di interessi. Niente di illegale, sia chiaro. Ma nel processo alle intenzioni della compagnia, l'11 dicembre la volontà di Potrero varrà come quella di una giuria popolare.
 

Alessandro Ursic

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