La Blackwater vuole una nuova sede vicino al confine col Messico. Ma gli abitanti della città scelta non ci stanno
L'uccisione di 17 civili iracheni in una sparatoria da una parte, l'inchiesta
sul presunto contrabbando d'armi a favore del Pkk dall'altra. Negli ultimi due
mesi la Blackwater, la più grande compagnia di sicurezza privata in Iraq, è finita
sotto il fuoco incrociato di Baghdad e Washington. Ma ora nella guerra contro
l'azienda si è aperto un altro fronte, quello occidentale. Parte degli 850 abitanti
di Potrero, un paesino della California dove la compagnia vorrebbe costruire il
quartiere generale della nuova Blackwater West, si sono ribellati all'acquisizione
del terreno da parte della società, perché il suo arrivo sconvolgerebbe la tranquilla
vita di provincia.

La Blackwater si sta muovendo da oltre un anno per espandere la sua presenza
negli Stati Uniti. Il nulla osta per l'acquisto dell'allevamento di polli dismesso
dove dovrebbe sorgere la Blackwater West, 325 ettari nelle colline distanti 80
chilometri da San Diego, è arrivata l'anno scorso per conto del
Potrero planning group, l'assemblea locale che ha il compito di approvare i piani regolatori. Ma all'epoca
molti abitanti non erano neanche stati informati, e della società di
contractor si era sentito parlare meno. Nel corso del 2007 l'opposizione alla costruzione
del campo di addestramento è cresciuta, e qualche settimana fa una manifestazione
di protesta a Potrero ha radunato oltre 200 persone. Una petizione contraria all'arrivo
della Blackwater ha raccolto centinaia di firme, e per l'11 dicembre è prevista
un'elezione per cambiare la composizione del
planning group. I candidati che sfidano quelli in carica vorrebbero ridiscutere l'accordo con
la compagnia.
Ma Potrero è divisa. C'è chi è preoccupato per lo sconvolgimento dei ritmi di
vita – la città ha un solo negozio, che fa anche da ristorante – e chi invece
pensa più al nuovo giro di affari che si creerebbe con l'arrivo di migliaia di
persone da fuori. La nuova struttura ospiterebbe 11 poligoni di tiro, una base
di atterraggio per elicotteri, senza contare gli alloggi per centinaia di reclute
da addestrare. “Questa è una comunità piccola, si immagina il traffico e il rumore
degli spari che porterebbero quelli?”, dice al telefono a PeaceReporter Janet Goode, una delle candidate che si oppongono all'arrivo della Blackwater.
“Quella compagnia addestra civili per farne dei mercenari. Dovrebbero andare in
una città grande, in strutture dell'esercito. Non li voglio qui, e mi sento presa
in giro perché noi abitanti di Potrero abbiamo saputo dell'accordo solo lo scorso
dicembre, quando il nulla osta era già arrivato”, conclude la Goode. Timothy Hammers,
figlio dell'attuale presidente del Planning group, non vede invece grandi problemi. “Se questa società si attiene alle leggi,
perché fare tante storie?”, si chiede parlando con PeaceReporter. “E' vero che la vita a Potrero cambierebbe, ma in fondo già stanno arrivando
tante persone che si stabiliscono qui per scappare dalle grandi città”.

Ma perché proprio Potrero? I critici vedono nella decisione della Blackwater
un obiettivo ambizioso: mettere le mani sul business dei controlli alla frontiera
con il Messico. Potrero è a ridosso del confine (“Da casa mia saranno meno di
tre chilometri”, dice la Goode), in una zona dove gli attraversamenti clandestini
sono frequenti. Al momento la gestione dei controlli è nelle mani della Border
Patrol, in alcune zone con l'aiuto di vigilantes volontari come i Minutemen. Ma
come le forze armate Usa hanno lasciato progressivamente spazio ai
contractor nelle guerre in Iraq e in Afghanistan, così potrebbero fare in un futuro nella
lotta ai migranti clandestini. Brian Bonfiglio, vicepresidente della Blackwater
West, ha negato di aver scelto Potrero con questa finalità in mente. Ma una testimonianza
del presidente Gary Jackson di fronte a una commissione della Camera nel marzo
2005 sembra dire il contrario: “Così come il settore privato si è occupato di
trasportare merci in giro per il mondo in maniera più efficiente, così la Blackwater
può occuparsi dei nuovi bisogni della Polizia di frontiera”, disse Jackson.
Intanto, nelle scorse settimane Potrero ha avuto altro a cui pensare. Gli incendi
che un mese fa sconvolsero il sud della California hanno colpito anche qui: i
boschi della zona sono stati ridotti in cenere. “In questa zona transitano molti
immigrati clandestini, ma ora che è tutto bruciato avranno meno posti dove nascondersi”,
ironizza Hammers. Le fiamme non hanno causato vittime a Potrero, ma per domarle
ci sono voluti giorni. E i soccorsi – acqua, cibo, carburante per gli abitanti
isolati dalle fiamme – prestati, tra gli altri, anche dalla Blackwater. Sulla
compagnia sono piovute accuse di conflitto di interessi. Niente di illegale, sia
chiaro. Ma nel processo alle intenzioni della compagnia, l'11 dicembre la volontà
di Potrero varrà come quella di una giuria popolare.