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Denunce ecumeniche. Le votazioni non si sono svolte in modo corretto dall'inizio della campagna
elettorale, "non hanno rispettato gli standard democratici e molti degli impegni
presi a livello di Osce e di Consiglio d’Europa", fa sapere l’Organizzazione per
la cooperazione e lo sviluppo. Un giudizio che contrasta con quello della Commissione
elettorale russa, che ha fatto sapere che durante le elezioni tutto si è svolto
regolarmente. Denunciano i comunisti: le più irresponsabili e torbide, secondo
il leader del partito Gennady Zyuganov. Una farsa, che spingerà il Paese verso
la dittatura, dice Garry Kasparov, ex campione di scacchi e leader di 'Altra Russia',
coalizione non ammessa a partecipare. Anche gli Stati Uniti, per bocca del portavoce
del Consiglio di Sicurezza, Gordon Johndroe, dicono la loro: preoccupazione per
l'uso di risorse statali a sostegno di 'Russia Unita', intimidazione degli oppositori,
influenza dei media, mancanza di uguali opportunità per i partiti minori. Gli
unici che hanno potuto contare su una rete di osservatori 'imparziali' sono quelli
di 'Golos', Ong russa che ha intervistato rappresentanti politici, elettori, giornalisti,
conducendo un monitoraggio a tutto campo delle elezioni.
Cautela, prima di tutto. "No comment. Non possiamo parlare fino a domattina a mezzogiorno, quando faremo
uscire il comunicato stampa con le dichiarazioni del caso", risponde a PeaceReporter
Tatyana Bogdanova, la portavoce di Golos. I suoi superiori le hanno imposto la
consegna del silenzio. "Domani faremo la conferenza stampa, con il rapporto finale.
Prima di allora non posso parlare. Ma anche lei, come gli altri giornalisti, è
invitato, domani alle 12, nell'Independent Press Center di Mosca". Alla risposta
"purtroppo sono in Italia", la portavoce manifesta qualche segnale di apertura.
"Ah, allora mi dica, forse qualche informazione gliela posso dare comunque". La
'Golos', Ong indipendente, ha dispiegato un esercito di alcune migliaia di persone
in 38 regioni, denunciando pressioni, ostacoli, intimidazioni, ricatti ai danni
degli osservatori dei partiti dell'opposizione, dei funzionari dell'Ong, degli
stessi elettori. "Conferma queste denunce?". "Confermo alcune delle cose che lei
ha detto. Non abbiamo ancora compilato il rapporto finale, siamo ancora nella
fase di raccolta dei dati. Comunque, le 'violazioni' comprendono pressioni sugli
studenti a votare in massa, gli 'absentee ballot', ovvero i voti per corrispondenza,
non al seggio...".
Ostacoli... La legge elettorale è stata cambiata due anni fa. Non permette a osservatori
che non siano di parte di accedere ai seggi, ma i giornalisti possono, non è vero?
"Secondo la legge sì. Le Ong non possono, quindi abbiamo dovuto accreditarci come
operatori della stampa, ovvero giornalisti. Ma anche così abbiamo avuto grandi
difficoltà. Ad alcuni è stato negato accesso nelle stazioni di voto, ad altri
è stato espressamente chiesto di andarsene. Gli ostacoli sono stati diversi, è
stato vietato loro di girare video, fare foto, insomma, documentare le procedure
di voto. Scuse e pretesti di ogni tipo sono stati inventati per tenerli alla larga.
In alcuni casi è stata chiamata la polizia per cacciarli. Uno dei nostri osservatori-giornalisti
ha dovuto passare tutta la notte nella stazione di polizia". Quali sono le altre
violazioni? Conferma che a molti sono stati promessi - e poi elargiti - regali
in cambio del voto? "Alcuni osservatori hanno accertato che nella regione degli
Urali sono state organizzate alcune iniziative per 'incoraggiare' le persone ad
andare a votare. Sono stati dati regali, ma anche lotterie a premi e via dicendo".
Hanno anche regalato frigoriferi ed elettrodomestici a famiglie che votavano 'Russia
Unita'? "Possibile, ma a noi questo non risulta".Luca Galassi