Un commando e due agenti spagnoli si sarebbero incontrati in maniera fortuita.

Un guardia civil di ventiquattro anni è
stato ucciso, un altro è in coma cerebrale. I fatti sono
avvenuti a Capbreton, nei territori baschi francesi. La dinamica,
nonostante i comunicati dei ministeri degli interni di Spagna e
Francia, è assai confusa. Secondo le prime notizie, nella
mattinata di sabato due militari spagnoli, in borghese, stavano
uscendo da un centro commerciale, dove avevano preso un caffè.
Il commando di ETA gli avrebbe sparato a bruciapelo. Ma questa
versione nel corso delle ore si è trasformata, e non poco. Lo
stesso ministro dell'interno spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba
ammetteva, alla fine della giornata, che l'incontro fra i due agenti
in borghese e i militanti di ETA era stato probabilmente 'fortuito',
che forse si erano riconosciuti e che da lì era nata la
sparatoria. Se le prime notizie delle agenzie spagnole raccontavano
di due agenti disarmati, l'ultima versione del ministro
accrediterebbe il fatto che non fossero senza armi.
Gli agenti appartenevamo a un gruppo di
forze speciali che operano congiuntamente alla RG francese
(Reinsegnement Generaux) nell'attività di vigilanza e scoperta
di militanti baschi su territorio francese.
Il gruppo di militanti di ETA sarebbe
stato composto da due uomini e una donna. In serata la polizia
francese ha scoperto una golf, utilizzata per fuggire e le notizie
diffuse parlano anche della presenza di esplosivo a bordo. Alcune
fonti parlavano di una seconda sparatoria nel pomeriggio di sabato,
su un tratto autostradale, ma la notizia non ha ricevuto conferme a
livello ufficiale.
Se non si può considerare un
attentato premeditato, ma un caso fortuito, l'incontro la sparatoria
e le vittime di Capbreton sono un fatto da inquadrare al di fuori di
precise strategie da parte dell'organizzazione. Anche se, in mancanza
di dati precisi sulla dinamica dei fatti, ogni interpretazione
risulta monca. Fra le reazioni, le condanne di tutti i partiti.
Batasuna, formazione messa fuori legge nel 2003, non ha condannato,
ma ha ricordato che la via per risolvere alla radice un conflitto che
provoca sofferenza e morti è sempre a portata di mano.
Ricordando la proposta del metodo dei due tavoli negoziali di Anoeta:
uno per i partiti baschi di ogni opzione politica e uno per Spagna,
Francia ed ETA, in cui discutere di armi, prigionieri, vittime e
rifugiati.