30/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Settarismo e violenza sono causate dalla cattiva politica. Una voce "neutrale" dice basta
Andando porta a porta nelle aree più strettamente confessionali del paese che reazioni ricevete? Avete mai avuto dei problemi?
No tutt'altro, l'85 percento delle persone ha accettato di firmare immediatamente. In maggioranza sono contenti di incontrare persone non schierate che parlano apertamente. Ogni giorno in Libano la gente dice “Basta, non siete in grado, andatevene”. Noi lo diciamo ad alta voce. Oggi nel Paese siamo l'unica realtà che è neutrale, e allo stesso tempo politica. Prima avevamo il diritto di dire ai politici “fate il vostro lavoro”. Ma oggi questo è diventato un dovere.

Emile LahoudAltre iniziative?

La scorsa settimana abbiamo organizzato una protesta pacifica davanti al parlamento a Beirut, a cui abbiamo invitato tutta la stampa internazionale. Le forze di sicurezza ci hanno fermato ma noi abbiamo potuto esporre il nostro messaggio: “Il parlamento dipende dalla gente e vuoi avete il dovere di dialogare nelle istituzioni democratiche”. Alcune ore più tardi siamo andati in giro per la città a bordo di un carro funebre, in quetso caso il messaggio era “richiamo di morire per colpa delle vostre decisioni”. Ora il nostro obiettivo è spostare il fulcro del messaggio, dalla delusione verso la speranza. Dallo scorso venerdì la situazione è cambiata molto. Da quando il mandato di Lahoud è terminato senza un successore, anche chi non era esasperato dalla politica ora lo è. Oggi i leader hanno perso la legittimità data loro dalla Costituzione, proprio perché l'hanno violata. Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni. Crediamo però che non sia più sufficiente fare dimostrazioni e azioni civili sul territorio e nemmeno aumentare la consapevolezza. C'è bisogno di un approccio più costruttivo per creare speranza.

Come'è l'atmosfera a Beirut ora?

Tesa e senza speranza. L'esercito è ovunque, a sud, nel centro e nella periferia di Beirut. I soldati sono in strada per garantire quella sicurezza che i politici non hanno saputo tutelare.

Temi l'azione di milizie dei singoli gruppi?

In fondo sono mesi che siamo esposti a questa minaccia. Da mesi sentiamo parlare di esercitazioni di questa o quella milizia, la Falange, l'Hezbollah. Quel che è certo è che i partiti sono armati e proteggono le loro milizie. Una situazione di cui possono perdere il controllo in ogni momento. A gennaio quando ci furono gli scontri negli atenei, nel giro di pochi minuti c'erano i cecchini per le strade. Non occorre che i leader politici chiamino alla guerra per fare scoppiare la violenza.

In genere quando un libanese parla si capisce subito a che corrente appartiene. Ma nel tuo caso...
Io sono cristiana ma in questo momento voglio essere trattata come una cittadina. Non voglio temere per la mia vita, voglio che i miei vicini, parenti e amici possano trovare un lavoro, voglio invitare qui i miei amici stranieri senza dover dire loro “hey ragazzi, forse questa settimana ci sarà una guerra. Aspettate un altro mese”. I politici non ci trattano come cittadini.
 

Naoki Tomasini

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