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Chi vota "No". “Secondo me il fronte del no ha una buona possibilità di vittoria” dice Stalin
Gonzales, leader dei giovani studenti universitari di Caracas figura carismatica
e sempre in prima linea nelle manifestazioni pro-no. “La popolazione secondo me
voterà no perché non è stata adeguatamente informata. La maggior parte della cittadinanza
non conosce le esatte direttive del referendum. E poi voterà no perché non è stata
minimamente consultata sugli articoli della costituzione da modificare. Questa
riforma non è un prodotto della volontà popolare. E' solo il frutto di decisioni
prese all'interno di Palazzo Miraflores. E poi mi sembra riduttivo chiamarla riforma.
E' un cambio totale della Costituzione. Inoltre, al suo interno ci sono chiare
lesioni dei diritti fondamentali, come ad esempio il diritto di "eleggere" che
ci viene praticamente sottratto".
Chi vota "Si". “Secondo quanto abbiamo visto nei sondaggi delle ultime ore dovrebbe vincere
il si” dice padre Vidal Atencio figura di spicco della televisione statale venezuelana
e dirigente del Casp (Centro Audiovisual San Pedro). "E' importante che vinca il sì, per proseguire nel processo rivoluzionario che
conduce verso il Socialismo del XXI secolo. Io stesso che sono un sacerdote e
promuovo la teologia della liberazione ho fatto delle proposte che il presidente
ha ascoltato. Proposte che andrebbero a migliorare la Costituzione. Abbiamo molti
punti di pensiero in comune io e Chavez. Ma la campagna per questo referendum
è stata molto corta e di conseguenza i toni usati sono stati forti. A mio avviso
l'opposizione ha sbagliato a non presentare un piano di riforma alternativo e
si è limitata a fare un campagna contro il presidente. Anche molti dei giovani
universitari che hanno partecipato alle manifestazioni dei giorni scorsi lo hanno
fatto solo per andare contro Chavez. Comunque queste elezioni serviranno a tutta
la popolazione".Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, pace, guerra, venezuela, peacereporter