Il parlamento libanese ha rimandato ieri, per la sesta volta, l'elezione per
la scelta del nuovo presidente, che dovrà succedere a Emile Lahoud. Nonostante
la crisi che ha paralizzato la politica libanese, giovedì il leader cristiano
all'opposizione, Michel Aoun, ha annunciato il suo supporto alla candidatura del
generale Michel Suleiman, al momento l'unica soluzione di compromesso possibile
tra maggioranza e opposizione.

Il Libano è senza presidente dalla scorsa settimana, quando Lahoud ha terminato
il suo mandato. Secondo gli equilibri sanciti dalla Costituzione, il capo di stato
dev'essere un cristiano maronita. Al momento, l'opzione Suleiman sembra la più
probabile, ma necessiterebbe un emendamento alla Costituzione, la quale impedisce
ai funzionari pubblici di candidarsi. La maggioranza guidata dal leader Saad al-Hariri,
cambiando posizione rispetto ai giorni scorsi, si è detta disponibile a intraprendere
questa strada.