29/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Mike Huckabee è il paladino della destra religiosa nella corsa verso le elezioni Usa
Se da parte democratica Hillary è la regina indiscussa, in campo repubblicano la sfida per la nomination alle prossime presidenziali era sempre sembrata una corsa a tre tra Rudy Giuliani, Mitt Romney e John McCain. Ma nessuno degli aspiranti raccoglie consensi tra tutte le diverse componenti dell'elettorato conservatore, in particolare nelle fila della cosiddetta “destra religiosa”, lo zoccolo duro di sostenitori del presidente Bush. Prima o poi, quel vuoto doveva essere colmato. Ora ci sta riuscendo Mike Huckabee, un pastore battista che negli ultimi undici anni è stato governatore dell'Arkansas. Ha (molti) meno soldi degli altri contendenti alla candidatura repubblicana, e nei sondaggi nazionali raccoglie i consensi di un conservatore su otto. Ma nell'Iowa, Stato importante perché è il primo a tenere le primarie, insidia Romney da vicino.

Huckabee mentre suona il basso, una delle sue passioniLe sue idee. Nato 55 anni fa a Hope, la stessa città di Bill Clinton, Huckabee si oppone all'aborto, alle unioni omosessuali, alle limitazioni al possesso di armi, mentre è a favore della pena di morte e dell'insegnamento del creazionismo nelle scuole. Sulle scelte di politica estera è allineato con Bush: sì alla guerra in Iraq, all'aumento delle truppe e alla detenzione di presunti terroristi a Guantanamo. Allergico al tabacco, Huckabee dice di non aver mai fumato né bevuto alcolici e deve avere una volontà di ferro, perché è riuscito a dimagrire di 50 chili in poco tempo su consiglio di un medico. Ma non aspettatevi un sergente che intimidisce: grazie a un senso dello humour tipico del sud degli Usa e alla capacità di parlare in modo chiaro e informale, Huckabee è considerato “simpatico” e vicino alla gente (come Clinton con il sassofono, lui sa suonare il basso). Cercando di sfruttare questa sua caratteristica, ha appena realizzato uno spot elettorale vicino all'ex star dei film di azione Chuck Norris.

Prima e dopo, con 50 chili in menoIl sostegno degli evangelici. “La fede non solo mi influenza, mi definisce come persona”, dice Huckabee nello spot. Se dovessero votare solo i conservatori più religiosi, l'ex governatore dell'Arkansas avrebbe quindi pochi rivali. Rudy Giuliani è considerato troppo progressista su aborto e matrimoni gay; l'outsider Mitt Romney è di fede mormone e un leader evangelico l'ha già equiparato a Satana; John McCain non è mai stato ben visto dai più religiosi. Il fatto che in Iowa il 40 percento dei repubblicani che voteranno alle primarie sia evangelico spiega così la crescita dei suoi consensi (24 percento, contro il 28 di Romney) nello stato che andrà al voto il 3 gennaio. Ma la fetta di repubblicani che guarda più alle idee in campo economico ha iniziato a fare le pulci al suo operato in Arkansas: in particolare, Huckabee viene messo sotto accusa per aver aumentato le tasse e le spese pubbliche, concedendo inoltre borse di studio agli studenti figli di immigrati non in regola. “E' un falso conservatore”, ha scritto l'editorialista Robert Novak, una delle voci più influenti di questa corrente interna ai repubblicani. E messo alle strette sui suoi orientamenti in economia e politica estera, Huckabee mostra tutta la sua inesperienza.

Una presenza con cui fare i conti. Anche se non dovesse strappare la nomination, Huckabee potrebbe sparigliare la corsa tra i repubblicani. Disponendo di meno denaro da spendere per la campagna, sta puntando tutto sull'Iowa nella speranza di vincere lì e usare quel successo come trampolino per il resto delle primarie, come riuscì a John Kerry nel 2004. Per lui fa sicuramente il tifo Rudolph Giuliani, che ha dato per perso l'Iowa scegliendo di concentrarsi sui grandi Stati. L'ex sindaco di New York, fanno notare diversi analisti politici, considera Romney il suo rivale numero uno: un successo di Huckabee nel primo Stato che va al voto, anche una sua sconfitta onorevole, toglierebbe comunque a Romney quell'aura di “inevitabilità” della nomination che tutti i candidati sognano di conquistare vincendo nelle primarie iniziali. A quel punto, in una corsa senza un candidato già lanciato, il consenso a livello nazionale di Giuliani tornerebbe ad avere il suo peso. Ma intanto Huckabee ci prova. D'altronde, se sei stato governatore dell'Arkansas e sei nato ad Hope (“speranza”), qualche chance di diventare presidente ce l'hai.
 

Alessandro Ursic

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