
Questa mattina, nel corso di una gran cerimonia tenutasi nel quartier generale
delle forze armate a Rawalpindi, Pervez Musharraf ha ufficialmente e fisicamente
passato il bastone del comando supremo militare del Paese al generale Ashfaq Pervez
Kiani, ponendo formalmente fine a otto anni di regime militare.
“L’esercito è stato la mia vita, la mia passione”, ha detto il generale in alta
uniforme. “Amo questo esercito e, pur abbandonando l’uniforme, rimarrò in rapporto
con esso. Mi ritengo fortunato di aver comandato l’esercito più potente del mondo.
Senza di esso il Pakistan non potrebbe esistere”.
Il messaggio è chiaro: i militari continueranno a essere il pilastro delle istituzioni
pachistane e Musharraf continuerà a stare dalla loro parte. Come presidente civile,
l’ormai ex dittatore pachistano, manterrà personalmente il potere di rimuovere
dalla carica ogni futuro governo civile.
Musharraf, che domani si insedierà ufficialmente alla presidenza, non ha fatto
cenno alla revoca dello stato d’emergenza in vigore dal 3 novembre, ma secondo
indiscrezioni la misura potrebbe essere ritirata nelle prossime quarantotto ore.
L’opposizione guidata dagli ex premier Benazir Bhutto e Nawaz Sharif ha più volte
dichiarato che le elezioni previste per l’8 gennaio non potranno essere considerate
legittime se si terranno con lo stato d’emergenza ancora in vigore.