stampa
invia
Scontri. In verità, pochi
credevano che i patti di Sirte potessero fare eccezione, vista la
sfiducia che aveva accompagnato le trattative e le perplessità
espresse pubblicamente dai delegati prima e dopo la firma. I
combattimenti di lunedì, presso la località
di Hadjer Hadid, a circa 60 km dalla città di Abéché,
ne sono la pietra tombale. Sia i ribelli che l'esercito hanno
rivendicato la vittoria, dichiarando di aver ucciso centinaia di
nemici e aver subìto perdite marginali. Quale che sia la
verità, i combattimenti sarebbero stati estremamente duri, e
non è escluso che possano riprendere nei prossimi giorni. E
visto che, all'indomani di Sirte, Deby aveva dichiarato che il
governo non avrebbe firmato altri accordi con i ribelli, l'opzione
militare torna in primo piano, così come dichiara a
PeaceReporter l'analista politico ciadiano Djime Adoum: “Gli
accordi di pace sono nati morti, visto che nessuno si è mai
preoccupato di tradurli in pratica e che il governo non ha rispettato
nessuno dei trattati firmati negli ultimi16 anni. L'unica possibilità
per trattare con Deby è che i ribelli guadagnino terreno sul
campo, oppure che la comunità internazionale faccia pressioni
su N'Djamena”.
Accordi. Resta da capire come
mai, nonostante queste perplessità, i ribelli avessero deciso
di firmare comunque un accordo con Deby. I vertici delle Ufdd
dichiarano di essere stati forzati dai mediatori, in particolare dal
presidente libico Muhammar Gheddafi, a firmare un documento vago, la
cui messa in pratica si sarebbe rivelata impossibile. Diversa
l'opinione di Néné Ehemir, presidente dell'Alliance
des démocrates résistants, un ombrello che
raggruppa numerosi partiti di opposizione: “Quelli di Sirte sono
stati degli accordi personali tra il presidente e i leader ribelli, e
non rispecchiano le aspettative della popolazione ciadiana, né
la situazione politica”, riferisce telefonicamente a PeaceReporter.
“ Per questo ritengo i capi ribelli corresponsabili della crisi
ciadiana, sebbene il governo abbia le colpe maggiori”. Matteo Fagotto