
Quasi tutti i dissidenti arrestati in quattro settimane di stato emergenza sono
stati liberati oggi in Pachistan: 5.748 persone, escluse 37 che dovranno attendere
la sentenza dei tribunali e che sono accusate di violenza, violazione della proprietà
privata e istigazione ai disordini. La decisione è stata annunciata dal portavoce
del ministero dell'Interno Javed Iqbal Chima, secondo cui gli arresti di massa
effettuati nei primi giorni dall'imposizione dello stato d'emergenza (il 3 novembre
scorso) il governo non voleva impedire lo svolgimento di attività politiche. Era
indispensabile, secondo il portavoce del ministero dell'Interno, adottare tutte
le misure necessarie per ridurre al minimo la minaccia rappresentata dalle forze
estremiste attive nel Paese.
Le proteste contro la decisione del generale Musharraf, e il licenziamento di
alcuni giudici della Corte suprema, erano state guidate in particolar modo da
avvocati e giornalisti. La leader dell'opposizione Benazir Bhutto era stata detenuta
temporaneamente agli arresti domiciliari, mentre l'ex star del cricket Imran Khan
– ora a capo di un piccolo partito di opposizione – è rimasto in carcere per qualche
giorno.