La città di Sucre in balia delle proteste dell'opposizione politica a Morales. Intanto la maggioranza dell'Asemblea Costituente approva la nuova Carta Magna
La città di Sucre in balia delle proteste dell'opposizione politica a Morales.
Intanto la maggioranza dell'Asemblea Costituente approva la nuova Carta Magna.
I fatti. La situazione sembra davvero fuori controllo. Alla notizia che nel testo di
modifica della Costituzione non era contemplata la decisione di far tornate Sucre
capitale della Bolivia è successo il pandemonio. Nelle violente proteste degli
studenti universitari inscenati ieri, tre persone hanno perso la vita: due manifestanti,
uno di 19 e uno di 39 anni e un poliziotto linciato dalla folla.Non solo. Secondo
le notizie che arrivano dall'ospedale Santa Barbara, di Sucre, ci sarebbero anche
più di 130 feriti. Ma le violenze non si sono fermate a questo. I manifestanti,
(all'inizio solo studenti poi poco a poco si sono aggiunti altri comuni cittadini)
hanno incendiato cassonetti e copertoni d'auto, preso d'assalto alcuni commissariati
di polizia e stando ai racconti di testimoni oculari sarebbero riusciti a far
evadere più di 150 detenuti dalla prigione della città. Inoltre, fatto molto inquietante,
i rivoltosi sarebbero riusciti a impossessarsi di un discreto numero di armi.
Per non mettere in pericolo la vita dei parlamentari dell'Asemblea Costituente rintanati in una caserma della città la polizia li ha fatti uscire in gran segreto
durante la notte e li ha scortati per la loro incolumità fino alla città di Potosì.
“La situazione in Bolivia è molto tesa - racconta Renè Crespo Flores, editorialista
di El Diario, il maggiore quotidiano boliviano – c'è anche il rischio che sotto
tutte queste pressioni il governo possa subire colpi molto duri. Si spera che
il clima di violenza che si respira in questi giorni e che ha già causato morti
e feriti, finisca presto”.
La votazione. Nel frattempo, sabato notte, i parlamentari fedeli al presidente Morales hanno
approvato con 143 voti a favore su 145 presenti (erano assenti i rappresentati
dell'opposizione) una nuova bozza di Magna Carta che dovrà essere poi messa al
vaglio di una commissione speciale.
“Si è parlato anche del possibile inizio di una nuova guerra civile per la Bolivia”,
racconta Flores dalla redazione di La Paz e aggiunge: “Io penso però che si dovrebbe
ben presto tornare alla normalità nonostante i lavori dell'Asemblea siano bloccati
e servano molte procedure burocratiche per riaprirli, soprattutto se si dovranno
trasferire da Sucre a un'altra città”. Il presidente ha invitato tutti a mantenere la calma e ha confermato che il suo
governo non ha ordinato alle forze di sicurezza di usare la forza contro i manifestanti.
Anzi, Morales ha voluto attaccare i partiti d'opposizione (in particolare il leader
della coalizione di destra Quiroga) colpevoli, a suo dire, di aver fomentato le
violenze. Dal canto loro i rappresentanti dell'opposizione hanno condannato la
“crudele e sadica repressione voluta dal governo”. Morales non si è scomposto
più di tanto e a chi chiedeva notizie in merito all'approvazione della Carta ha
spiegato i benefici per la popolazione. Il presidente ha detto che la nuova costituzione
darà maggiori garanzie alle autonomie dipartimentali e a quelle indigene, mette
il lucchetto alle risorse del Paese e dichiara “diritto umano”i servizi di base
come l'accesso all'acqua, all'energia e alle telecomunicazioni, affinché non diventino
una merce commerciale redditizia solo per i privati.