26/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La città di Sucre in balia delle proteste dell'opposizione politica a Morales. Intanto la maggioranza dell'Asemblea Costituente approva la nuova Carta Magna
La città di Sucre in balia delle proteste dell'opposizione politica a Morales. Intanto la maggioranza dell'Asemblea Costituente approva la nuova Carta Magna.

Incidenti nelle città boliviane (immagini repertorio)I fatti. La situazione sembra davvero fuori controllo. Alla notizia che nel testo di modifica della Costituzione non era contemplata la decisione di far tornate Sucre capitale della Bolivia è successo il pandemonio. Nelle violente proteste degli studenti universitari inscenati ieri, tre persone hanno perso la vita: due manifestanti, uno di 19 e uno di 39 anni e un poliziotto linciato dalla folla.Non solo. Secondo le notizie che arrivano dall'ospedale Santa Barbara, di Sucre, ci sarebbero anche più di 130 feriti. Ma le violenze non si sono fermate a questo. I manifestanti, (all'inizio solo studenti poi poco a poco si sono aggiunti altri comuni cittadini) hanno incendiato cassonetti e copertoni d'auto, preso d'assalto alcuni commissariati di polizia e stando ai racconti di testimoni oculari sarebbero riusciti a far evadere più di 150 detenuti dalla prigione della città. Inoltre, fatto molto inquietante, i rivoltosi sarebbero riusciti a impossessarsi di un discreto numero di armi.
Per non mettere in pericolo la vita dei parlamentari dell'Asemblea Costituente rintanati in una caserma della città la polizia li ha fatti uscire in gran segreto durante la notte e li ha scortati per la loro incolumità fino alla città di Potosì.
“La situazione in Bolivia è molto tesa - racconta Renè Crespo Flores, editorialista di El Diario, il maggiore quotidiano boliviano – c'è anche il rischio che sotto tutte queste pressioni il governo possa subire colpi molto duri. Si spera che il clima di violenza che si respira in questi giorni e che ha già causato morti e feriti, finisca presto”.
 
Gli incidenti di questi giorni a SucreLa votazione. Nel frattempo, sabato notte, i parlamentari fedeli al presidente Morales hanno approvato con 143 voti a favore su 145 presenti (erano assenti i rappresentati dell'opposizione) una nuova bozza di Magna Carta che dovrà essere poi messa al vaglio di una commissione speciale.
“Si è parlato anche del possibile inizio di una nuova guerra civile per la Bolivia”, racconta Flores dalla redazione di La Paz e aggiunge: “Io penso però che si dovrebbe ben presto tornare alla normalità nonostante i lavori dell'Asemblea siano bloccati e servano molte procedure burocratiche per riaprirli, soprattutto se si dovranno trasferire da Sucre a un'altra città”.  Il presidente ha invitato tutti a mantenere la calma e ha confermato che il suo governo non ha ordinato alle forze di sicurezza di usare la forza contro i manifestanti. Anzi, Morales ha voluto attaccare i partiti d'opposizione (in particolare il leader della coalizione di destra Quiroga) colpevoli, a suo dire, di aver fomentato le violenze. Dal canto loro i rappresentanti dell'opposizione hanno condannato la “crudele e sadica repressione voluta dal governo”. Morales non si è scomposto più di tanto e a chi chiedeva notizie in merito all'approvazione della Carta ha spiegato i benefici per la popolazione. Il presidente ha detto che la nuova costituzione darà maggiori garanzie alle autonomie dipartimentali e a quelle indigene, mette il lucchetto alle risorse del Paese e dichiara “diritto umano”i servizi di base come l'accesso all'acqua, all'energia e alle telecomunicazioni, affinché non diventino una merce commerciale redditizia solo per i privati.

Alessandro Grandi

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