26/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Putin getta la maschera, la repressione continua

Lo zar abbassa la maschera e mostra il suo vero volto. La repressione a tutto campo del dissenso prende le forme dei manganelli, della polizia antisommossa, degli arresti di massa. Il fine settimana si chiude con centinaia di persone arrestate a Mosca e San Pietroburgo. Tra di loro, Garry Kasparov, l'ex campione di scacchi e leader de 'L'Altra Russia', Boris Nemtsov e Nikita Belykh, dell'Unione delle forze di destra, entrambi candidati alle politiche del 2 dicembre.

Arresti a San PietroburgoAddomesticati. In vista delle elezioni della settimana prossima, le timide manifestazioni dell'opposizione (qualche centinaio di persone sabato a Mosca, poche migliaia ieri a San Pietroburgo) stroncate quasi sul nascere danno l'esatta immagine di una Russia che, senza accorgersene, quasi con compiacenza, sta lentamente affondando verso l'autoritarismo. La gente comune, più che avere paura, non ha nessuna voglia di scendere in piazza. Assuefatti alla propaganda televisiva, soddisfatti dell'operato di un presidente che ha sollevato un Paese la cui economia è cresciuta, dal '99, del 7 percento all'anno e la cui inflazione è precipitata dal 127 percento al 9 percento dello scorso anno, i russi sembrano essere addomesticati, narcotizzati da uno status quo che li fa rimpiangere sempre meno i 'bei tempi' del Partito Comunista, che a tutti, volenti o nolenti, provvedeva. Anche perchè oggi il Partito Comunista si chiama Russia Unita. Dal collasso dell'Unione Sovietica, il partito di Putin ha fagocitato gli oppositori, riducendo a zero il pluralismo e monopolizzando la scena politica. La Duma, il parlamento russo, è dominata dagli uomini del presidente, che rappresentano i due terzi dei deputati.

Gli Omon, polizia antisommossaControllo del potere. La Duma può rifiutare le candidature alle elezioni presidenziali, quelle per il governatore della Banca centrale, quelle per il Procuratore generale e per il Primo ministro. La Duma può porre la sfiducia al governo in carica e chiedere l'impeachment del presidente. Ma la Duma può anche emendare la Costituzione, e consentire allo zar un nuovo mandato presidenziale. Cosa che Putin ha escluso, per presentarsi forse come Primo ministro, o sotto altre vesti, che gli consentano comunque di mantenere il potere. E' in questa ottica che la Duma è così importante. Perché rappresenta l'organo costituzionale che legittima il potere del presidente. Ma che, nel caso russo, ne è docile e acquiescente emanazione. E forse è proprio in questa ottica che le blande manifestazioni del fine-settimana sono state prontamente zittite, così come agli osservatori internazionali è stato bloccato l'accesso al Paese per le elezioni del 2 dicembre. Perché rappresentano dei pericoli, seppur minimi, che la scintillante immagine dello zar venga offuscata, impedendo al fortunato volo del suo partito verso il controllo totale del Parlamento di procedere stabile e sicuro. Senza fastidiose turbolenze.

Luca Galassi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità