22/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Guatemala, le bande criminali si arricchiscono con le adozioni. Molti i casi di sequestro. Le madri scendono in piazza.
  
Non solo il ricordo del genocidio subito dalla popolazione indigena. Non solo la difficile situazione che il Paese si trova a affrontare in tema di lotta alla droga e contro la criminalità organizzata.
Un nuovo problema si affaccia davanti alla società guatemalteca: il traffico di bambini.

I fatti. Decine di giovani madri private con la forza dalle bande criminali dei loro figli si sono date appuntamento davanti alla sede del Ministero Publico per protestare per il clima di insicurezza nel quale la popolazione è costretta a vivere. Una protesta forte, senza mezze misure. Davanti a loro le carrozzine vuote, una scena desolante. E un dubbio enorme: i bambini che fine hanno fatto? Sono stati venduti a coppie straniere? Sembra proprio che la risposta alla seconda domanda sia affermativa.
Non è certo una novità in Guatemala. Da molto tempo, infatti, accade che diverse madri denuncino il sequestro dei loro bambini (per lo più neonati). Non solo. La protesta mette in evidenza un fatto forse ancora più clamoroso: l'impunità dei responsabili di questi terribili reati.
Sembra essersene accorto anche il governo guatemalteco. La Secreteria de Bienestar Social de la Presidencia ha reso pubblico uno studio che scopre le carte in tavola e conferma l'esistenza di bande criminali che sotto la maschera delle adozioni si arricchiscono a dismisura.

Economia del reato. Cifre spaventose quelle relative al traffico di bambini. Secondo un rapporto Unicef il 95 percento dei bambini guatemaltechi adottabili andrebbe negli Stati Uniti. Solo lo 0,5 percento di loro sarebbe adottato da famiglie locali. Dal 2004 al 2007 lo Stato centroamericano ha autorizzato l'adozione di oltre 18 mila minori. Grazie a un semplice calcolo, l'Unicef fa sapere che l'incasso derivato dalla pratica delle adozioni si aggirerebbe intorno ai 200 milioni di dollari. Cifra che fa gola a molti. E non è difficile intuire come siano nate velocemente nel paese organizzazioni criminali che speculano anche su questo dramma.

I falsi. Pur di riuscire a mettere le mani sull'enorme quantità di denaro mossa dalle adozioni, le organizzazioni criminali non hanno esitato a coinvolgere avvocati, medici, lavoratori sociali e impiegati del Registro Civile, che hanno emesso documenti di nascita falsificati per facilitare la cessione dei bambini alle famiglie adottive. Ma qualcosa sembra si stia muovendo. Il Congresso ha, infatti, già approvato una legge (entrerà in vigore il 1° gennaio 2008) che regoli il numero delle adozioni e sia in linea con le direttive mondiali che specificano che l'adozione abbia come obiettivo principale “l'interesse supremo del bambino".
Insomma, la legislazione guatemalteca, dopo anni di assoluta mancanza di regole, vuole porre rimedio a una situazione disastrosa che va avanti dagli anni della guerra civile, quando migliaia di bambini, orfani, furono abbandonati nella selva. Proprio per quel motivo iniziò una grande campagna per facilitare le adozioni, con i risultati che tutti oggi abbiamo sotto gli occhi.

Alessandro Grandi

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