Città del Guatemala polemizza con gli Usa per lo squilibrio nella distribuzione degli aiuti economici fra Messico e paesi centro americani per la lotta al narcotraffico
Sembra che i rapporti fra Guatemala e Stati Uniti, da sempre due paesi “amici”,
abbiano avuto un intoppo in seguito alle polemiche sul finanziamento per la lotta
contro il narcotraffico.
Non ci stanno i guatemaltechi (e con loro la maggioranza dei paesi del Centro
America). Le promesse fatte da Washington, infatti, sembrano non essere state
mantenute totalmente.
E' stato il vicepresidente del Paese centro americano, Eduardo Stein, a criticare
il comportamento Usa che a suo avviso non avrebbe aiutato a sufficienza il Paese
nella lotta al narcotraffico. Inoltre, Stain ha fatto sapere che il nuovo progetto
statunitense per aiutare il Messico (il famoso Plan Mexico) nella lotta al traffico
di droga ha fatto in modo che le organizzazioni criminali cambiassero le loro
rotte e iniziassero a prendere in considerazione passaggi verso sud.
Le differenze. La lamentela sembra del tutto giustificata. I paesi centro americani, Guatemala
in testa, mettono a confronto le cifre sborsate dagli Usa: per il piano di aiuti
al Messico, Washington scucirà 1.400 milioni di euro in tre anni. Al contrario
sborserà 35 milioni di euro per tutti i Paesi dell'area centro americana. Uno squilibrio
inspiegabile, come sottolinea il vicepresidente Stein: “Questo è uno scherzo di
cattivo gusto. Ogni paese del centro america spende quasi due milioni di dollari
all'anno solo nelle spese per i viaggi dei consulenti e nei centri d'informazione
digitale”.
Ma Stein è andato oltre e ha voluto spiegare la situazione con un esempio: “E'
come un palloncino. Se lo schiacci nella zona del Messico, tutto si sposta verso
l'America Centrale che in questo momento non ha la capacità di lottare contro
l'aumento del crimine organizzato”.
Inoltre, Stein ha aggiunto che per cercare di risolvere la questione “si dovrebbe
avere una visione più integrale del problema”.