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Repressi o repressori? A fine giornata la cronaca conta 27 feriti e oltre 100 arresti, dopo i pestaggi
seguiti alla manifestazione che chiedeva di rispedire in Bangladesh la scrittrice
femminista Taslima Nasrin, che gode dell'asilo politico indiano. Le tesi dei suoi
libri hanno fatto inalberare i componenti del direttivo del partito islamista,
che ne aveva chiesto l'espulsione, chiamando nelle piazze “delle maggiori città
d'India” tutti i musulmani, a protestare contro la decisione governativa di mancata
espulsione. Le proteste ben presto si sono dirette contro le recenti repressioni
governative verso manifestazioni musulmane nell'est dello stato federale indiano,
a Nandigram, quando la polizia ha deciso di caricare. Le manifestazioni di Nandigram
avevano lasciato mezza dozzina di morti e migliaia di senza tetto per strada.
Una Salman Rushdie “I libri della signora Nasrin hanno ferito profondamente i sentimenti musulmani”,
è l'accusa del gruppo islamista. Sulla manifestazione vigilavano centinaia di
agenti, finché in via Ripon non è partita la prima carica, il che ha fatto divampare
il fuoco della protesta, con vetrine scassate e veicoli alle fiamme giù verso
il centro del parco Circus, di Mulali e altre zone del centro. Per gran parte
della giornata il centro città è stato chiuso al traffico, anche dalle barricate
dei protestanti; pendolari e studenti sono stati bloccati in città fino a sera.
Un portavoce della polizia ha accusato gli studenti di aver stuzzicato le truppe
con 'bastoni e bottigliette 'd'acido', lasciando intendere che le cariche fossero
deliberate. Il leader del movimento musulmano Idris Ali ha accusato i marxisti
al potere nello stato federale di provocare ad arte i moti per poi accusarne il
suo movimento islamista.”Ci hanno infiltrati e causato gli scontri. Noi volevamo
protestare pacificamente, ma i marxisti hanno cercato di screditarci”.
Versioni discordi “Noi non ne sapevamo niente: loro hanno pianificato i moti e loro se ne devono
assumere la responsabilità” è stato il comunicato diffuso dal portavoce del Partito
Comunista d'India, Biman Bose. Secondo i musulmani, il visto di asilo politico
a Taslima Nasrin andrebbe revocato e l'autrice andrebbe rimpatriata a forza.Nasrin
aveva lasciato il Bangladesh nel 1991 dopo aver subito minacce di morte ed è da
allora vissuta prevalentemente a New York, salvo gli ultimi 3 anni a Kolkata (nuovo
nome nazionalista per Calcutta). Viene accusata di aver chiesto una 'revisione'
del Corano con maggiori accenni ai diritti femminili, ma ha negato queste accuse.
Le viene regolarmente rinnovato il permesso di soggiorno, ma Nuova Delhi non le
ha ancora concesso la cittadinanza che chiede da anni.Gianluca Ursini