21/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Truppe in strada per i Moti di Calcutta che hanno visto confrontarsi maoisti e islamici radicali
di gianluca Ursini
 
Alla fine è dovuto intervenire l'esercito: le proteste contro una scrittrice femminista per le strade di Calcutta sono degenerate in veri e propri scontri di piazza, per i quali i poliziotti hanno usato lacrimogeni e manganelli. Dall'altra parte delle barricate si trovavano a braccetto, per la prima volta, i militanti del partito maoista del Bengala Occidentale e i ferventi islamici del 'Muslim all India minority Forum' (Forum della minoranza musulmana d'India, maggiore organizzazione pro islamica del subcontinente).
 
truppe inviate a Calcutta da regioni dove non si parla lo stesso idiomaRepressi o repressori? A fine giornata la cronaca conta 27 feriti e oltre 100 arresti, dopo i pestaggi seguiti alla manifestazione che chiedeva di rispedire in Bangladesh la scrittrice femminista Taslima Nasrin, che gode dell'asilo politico indiano. Le tesi dei suoi libri hanno fatto inalberare i componenti del direttivo del partito islamista, che ne aveva chiesto l'espulsione, chiamando nelle piazze “delle maggiori città d'India” tutti i musulmani, a protestare contro la decisione governativa di mancata espulsione. Le proteste ben presto si sono dirette contro le recenti repressioni governative verso manifestazioni musulmane nell'est dello stato federale indiano, a Nandigram, quando la polizia ha deciso di caricare. Le manifestazioni di Nandigram avevano lasciato mezza dozzina di morti e migliaia di senza tetto per strada.
 
gli scontri di mercoledì 21 novembre a CalcuttaUna Salman Rushdie “I libri della signora Nasrin hanno ferito profondamente i sentimenti musulmani”, è l'accusa del gruppo islamista. Sulla manifestazione vigilavano centinaia di agenti, finché in via Ripon non è partita la prima carica, il che ha fatto divampare il fuoco della protesta, con vetrine scassate e veicoli alle fiamme giù verso il centro del parco Circus, di Mulali e altre zone del centro. Per gran parte della giornata il centro città è stato chiuso al traffico, anche dalle barricate dei protestanti; pendolari e studenti sono stati bloccati in città fino a sera. Un portavoce della polizia ha accusato gli studenti di aver stuzzicato le truppe con 'bastoni e bottigliette 'd'acido', lasciando intendere che le cariche fossero deliberate. Il leader del movimento musulmano Idris Ali ha accusato i marxisti al potere nello stato federale di provocare ad arte i moti per poi accusarne il suo movimento islamista.”Ci hanno infiltrati e causato gli scontri. Noi volevamo protestare pacificamente, ma i marxisti hanno cercato di screditarci”.
 
soldati di altre etnie sono stati fatti confluire a CalcuttaVersioni discordi “Noi non ne sapevamo niente: loro hanno pianificato i moti e loro se ne devono assumere la responsabilità” è stato il comunicato diffuso dal portavoce del Partito Comunista d'India, Biman Bose. Secondo i musulmani, il visto di asilo politico a Taslima Nasrin andrebbe revocato e l'autrice andrebbe rimpatriata a forza.Nasrin aveva lasciato il Bangladesh nel 1991 dopo aver subito minacce di morte ed è da allora vissuta prevalentemente a New York, salvo gli ultimi 3 anni a Kolkata (nuovo nome nazionalista per Calcutta). Viene accusata di aver chiesto una 'revisione' del Corano con maggiori accenni ai diritti femminili, ma ha negato queste accuse. Le viene regolarmente rinnovato il permesso di soggiorno, ma Nuova Delhi non le ha ancora concesso la cittadinanza che chiede da anni.
    

Gianluca Ursini

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