21/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



In Francia governo e sindacati al tavolo del negoziato

ScioperoDue miliardi e mezzo di euro. Tanto sarebbero costati, secondo la Confindustria francese (Medef) gli scioperi dei dipendenti pubblici che da 8 giorni paralizzano la francia. Mentre cominciano i colloqui tra sindacati, aziende e governo, centinaia di migliaia di persone sono ancora in piazza per opporsi alle riforme volute dal presidente Nicolas Sarkozy, il cui punto focale è l'eliminazione dei privilegi pensionistici per mezzo milione di lavoratori. Lo sciopero dei trasporti viene considerato come 'ingiusto e corporativo' dalla maggior parte dei francesi, che invece ritengono motivato quello della funzione pubblica, le cui rivendicazioni riguardano aumenti salariali e rifiuto della soppressione di 20 mila posti di lavoro.

ScioperoTrattativa duratura. Il clima nella capitale francese si è surriscaldato stamani, quando atti di sabotaggio hanno colpito alcuni convogli 'Tgv' della compagnia di Stato Scnf. Incendi hanno danneggiato alcuni circuiti elettrici, mentre un treno ha preso fuoco poche ore dopo l'annuncio del ministro del Lavoro, Xavier Bertrand, dell'avvio dei negoziati. Le ferrovie, come i vertici delle unioni sindacali, hanno deplorato l'incidente, ammonendo che tali atti 'mettono a rischio la sicurezza di tutti'. I 'sabotaggi', come sono stati definiti dalla Scnf, sono il risultato di tensioni accumulatesi - senza incidenti - fino ad oggi, quando al tavolo delle trattative sono seduti la Ratp (Regie autonome des transportes pariesiens) e la Cgt (Confederation generale du travail). Il presidente di quest'ultima, Didier Le Rester, ha detto che il negoziato potrebbe durare anche un mese.

ScioperoLa protesta continuerà. Il presidente Nicolas Sarkozy e il governo di centrodestra del primo ministro François Fillon vogliono a tutti i costi la riforma. Sarkozy, che ha parlato ieri sera dopo un insolito silenzio durato una settimana, ha avvertito: "Non cederò, nè farò marcia indietro su riforme di cui la Francia ha bisogno". Mentre i suoi consiglieri affermano che il presidente sta seguendo 'minuto per minuto' il conflitto sociale intorno ai regimi pensionistici delle grandi aziende pubbliche, secondo 'Le Monde' Sarkozy finge di considerarlo come quasi risolto, essendo già passato ad aprire il dossier successivo, quello del potere d'acquisto delle famiglie. Secondo l'editoriale del quotidiano francese, però, su questo soggetto il potere politico può fare poco, avendo abbattuto quest'estate l'unica carta a disposizione dei prelievi fiscali e sociali, esentando le ore di straordinario ed i prestiti immobiliari. Nonostante lasciare il lavoro (col massimo della pensione) a un'età compresa tra i 50 e i 55 anni sia considerato da molti anacronistico, i lavoratori hanno annunciato che la protesta continuerà, anche durante la discussione tra governo e sindacati.

Luca Galassi

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