21/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L’indipendenza kosovara rischia di far riesplodere il conflitto separatista in Abkhazia
A metà dicembre il filo-occidentale Kosovo dichiarerà unilateralmente l’indipendenza dalla filo-russa Serbia: un evento che rischia di avere gravi ripercussioni non tanto nei Balcani, quanto nel Caucaso. Mosca, consapevole di non potersi opporre concretamente alla secessione kosovara, è già pronta a rispondere all’Occidente con la stessa moneta, riconoscendo l’indipendenza della filo-russa Abkhazia dalla filo-occidentale Georgia: una mossa che rischia di scatenare un conflitto armato al quale il Cremlino pare si stia già preparando.
 
AbkahziaMosca pronta a riconoscere l’indipendenza dell’Abkhazia. “Non c’è dubbio – dice Archil Gegeshidze, della Fondazione georgiana per gli studi strategici e internazionali – che nel momento in cui l’Occidente riconoscerà l’indipendenza del Kosovo, la Russia farà lo stesso con l’Abkhazia”. Il presidente russo Vladimir Putin lo ripete da mesi: “Per il Kosovo e per l’Abkhazia deve valere lo stesso principio, non si possono usare due pesi e due misure”. Negli ultimi giorni lo ha ribadito e diversi politici russi, tra cui l’influente sindaco di Mosca Yuri Luzhkov, hanno esplicitamente detto che la Russia è pronta a riconoscere l’indipendenza dell’Abkhazia. “Questo equivarrebbe a una dichiarazione di guerra nei confronti della Georgia”, ha risposto il presidente della commissione Difesa del parlamento, Givi Targamadze. “La Russia non potrà mai dividere la Georgia e se ci proverà accetteremo la sfida e difenderemo l’Abkhazia”, ha aggiunto il presidente della repubblica Mikheil Saakashvili. “Se qualcuno proverà a riconoscere l’indipendenza dell’Abkhazia, tutto il popolo georgiano reagirà”.
 
Caschi blu russi in AbkahziaTbilisi denuncia: soldati e mezzi russi in Abkhazia. Secondo Tbilisi, il Cremlino è pronto a passare dalle parole ai fatti. Nei giorni scorsi il ministro georgiano per la Soluzione del Conflitto, David Bakradze, ha denunciato che la Russia, in violazione agli accordi di pace, sta ammassando truppe e mezzi militari in Abkhazia. Cinque carri armati T-72, quattro lanciamissili ‘Grad’, sette pezzi d’artiglieria pesante, cinque mezzi corazzati e duecento uomini dei servizi segreti militari russi (Gru) – provenienti dalla Cecenia – sarebbero arrivati nella base militare abkhaza di Ochamchira, sulle coste del Mar Nero.
La missione Onu in Georgia (Unomig) non ha commentato la notizia. Mosca l'ha invece seccamente smentita, dicendo che si tratta di una mera provocazione propagandistica e dichiarando che semmai è la Georgia che sta ammassando truppe nell’Alta Valle di Kodori: la zona più tesa del confine georgiano-abkhazo. Un confine lungo il quale, negli ultimi mesi, le scaramucce e le provocazioni tra le due parti non hanno fatto altro che aumentare.
Se, in risposta all’indipendenza del Kosovo, la Russia riconoscerà veramente l’Abkahzia, qualsiasi ennesimo incidente potrebbe innescare la miccia di una nuova guerra.
 

Enrico Piovesana

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