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Mosca pronta a
riconoscere l’indipendenza dell’Abkhazia. “Non c’è dubbio – dice Archil
Gegeshidze, della Fondazione georgiana per gli studi strategici e
internazionali – che nel momento in cui l’Occidente riconoscerà l’indipendenza
del Kosovo, la Russia farà lo stesso con l’Abkhazia”. Il presidente russo
Vladimir Putin lo ripete da mesi: “Per il Kosovo e per l’Abkhazia deve valere
lo stesso principio, non si possono usare due pesi e due misure”. Negli ultimi
giorni lo ha ribadito e diversi politici russi, tra cui l’influente sindaco di
Mosca Yuri Luzhkov, hanno esplicitamente detto che la Russia è pronta a riconoscere
l’indipendenza dell’Abkhazia. “Questo equivarrebbe a una dichiarazione di
guerra nei confronti della Georgia”, ha risposto il presidente della
commissione Difesa del parlamento, Givi Targamadze. “La Russia non potrà mai
dividere la Georgia e se ci proverà accetteremo la sfida e difenderemo
l’Abkhazia”, ha aggiunto il presidente della repubblica Mikheil Saakashvili. “Se
qualcuno proverà a riconoscere l’indipendenza dell’Abkhazia, tutto il popolo
georgiano reagirà”.
Tbilisi denuncia: soldati
e mezzi russi in Abkhazia. Secondo Tbilisi, il Cremlino è pronto a passare
dalle parole ai fatti. Nei giorni scorsi il ministro georgiano per la Soluzione
del Conflitto, David Bakradze, ha denunciato che la Russia, in violazione agli
accordi di pace, sta ammassando truppe e mezzi militari in Abkhazia. Cinque
carri armati T-72, quattro lanciamissili ‘Grad’, sette pezzi d’artiglieria
pesante, cinque mezzi corazzati e duecento uomini dei servizi segreti militari
russi (Gru) – provenienti dalla Cecenia – sarebbero arrivati nella base
militare abkhaza di Ochamchira, sulle coste del Mar Nero. Enrico Piovesana