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Samfan
si trovava in un nosocomio della capitale indocinese, quando è stato
tradotto di fronte la corte Onu. E' il quinto leader Khmer
sopravvissuto, a venire arrestato per essere tradotto in giudizio. Il regiime
maoista
Khmer tra il 1975 e il '79 ha ucciso quasi un milione e mezzo dei
4 milioni di cambogiani. L'arresto dell'ex presidente era largamente atteso,
visto che era uno dei confidenti più vicini all'ex dittatore
Pol Pot, fin dalla sua salita allo scranno della presidenza della
'Kampuchea democratica' (come era stato ribattezzato il Paese) nel
1975. In una sua recente autobiografia, Samfan aveva negato di aver
mai dato ordini per le esecuzioni di massa immortalate dal fim
“Killing fields – Urla dal silenzio”. Lo scorso martedì,
mentre si diffondevano le notizie di un suo imminente arresto, il
Khmer chiedeva il ricovero in ospedale per un presunto ictus. Stamane
l'irruzione in ospedale dei poliziotti. “Oggi si terrà una
udienza preliminare nella quale all'imputato verranno letti i capi
d'accusa a suo carico”, recitava un comunicato del tribunale.Gianluca Ursini