Un
tribunale di medicina legale australiano ha stabilito che 5 reporter
che documentavano l'invasione indonesiana di Timor nel 1975 furono
deliberatamente uccisi dalle truppe di Giacarta a sangue freddo. I
cinque erano il cameraman inglese Brian Peters e il reporter Malcolm
Rennie, insieme con gli australiani Greg Shackleton e Tony Stewart e
il neozelandese Gary Cunningham; furono uccisi per impedire loro di
fare luce sull'invasione indonesiana di Timor Est, avvenuta nei mesi
successivi all'indipendenza dal Portogallo della piccola isola.

Lo ha
stabilito la Corte di Dorelle Pinch,
Coroner (medico legale)
dello stato del Nuovo Galles del Sud. Secondo il governo indonesiano
i 5 morirono nell'incrocio del fuoco di diversi combattimenti.
Secondo il giudice di Sydney i cinque furono deliberatamente
accoltellati o presi a pistolettate da soldati indonesiani a sangue
freddo. “Sono stati catturati e poi uccisi deliberatamente,
nonostante dichiarassero il loro status di giornalisti”, ha detto
la giudice Pinch. La signora ha nominato tre alti ufficiali
indonesiani che dovrebbero aver ordinato le uccisioni, e che secondo
la legge australiana potrebbero essere incriminati per aver commesso
crimini di guerra. “Erano stati uccisi a sangue freddo, adesso
abbiamo ottenuto quanto volevamo: giustizia” ha detto alla stampa
Maureen Tolfree, sorella di Peters.
Ma un portavoce del ministero
degli Esteri indonesiano ha invece prontamente ribattuto da Giacarta
che il verdetto non modificherà l'intendimento ufficiale
indonesiano, ossia che i ''Balibo Five'' (come vengono indicati dal
luogo dell'omicidio) furono vittime di uno scontro a fuoco in cui si
erano accidentalmente cacciati. “Per noi si tratta di un caso
chiuso” recita un comunicato del ministero indonesiano. Dopo
l'invasione nel 1975, l'esercito indonesiano ha mantenuto
l'occupazione di Timor Leste fino al 1999, quando un referendum
imposto dall'Onu ha dato l'indipendenza al milione scarso di
timoresi.