E' polemica fra l'Osce, Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza europea,
e il governo di Mosca.

L'Osce ha deciso, infatti, di non inviare i suoi osservatori che avrebbero dovuto
controllare il regolare svolgimento delle elezioni parlamentari del 2 dicembre
prossimo, per via di “ritardi e restrizioni” che hanno riguardato la concessione
dei visti al personale dell'organizzazione. Secondo quanto dichiarato dai rappresentati
dell'organismo europeo “nonostante i ripetuti tentativi per ottenere i visti d'ingresso
nella Federazione Russa per i nostri osservatori e esperti, ci sono stati continuamente
rifiutati”.
Dal canto suo Mosca nei giorni scorsi aveva specificato che la richiesta dei
visti non era “stata compilata correttamente”.
L'ufficio dell'Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani, Odihr,
ha anche fatto sapere che l'esecutivo russo non ha collaborato per la realizzazione
della missione degli osservatori.
Da Mosca fanno sapere, con aria del tutto tranquilla, che per quanto riguarda
la decisione dell'Osce “la posizione della Russia non cambia. Non drammatizziamo
la decisione presa. Le elezioni si terranno ugualmente”.