16/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Kosovo al voto, anche se le scadenza chiave sono altre, ma il faccediere è in ascesa
scritto per noi da
Michele Luppi 
 
 
Domenica mattina in tutto il Kosovo si apriranno le urne per una tornata elettorale che si annuncia come la più incerta dalla fine della guerra. La Lega Democratica del Kosovo, partito di maggioranza relativa nella provincia fin dalle elezioni clandestine del 1992, potrebbe per la prima volta cedere lo scettro di primo partito al Partito Democratico del Kosovo di Hashim Thaci, avversario storico di Rugova e leader politico dell’Uck.

agim cekuElezioni delicate. Un voto che giunge in un periodo estremamente delicato e carico di tensione per il futuro di questa terra e probabilmente di tutti i balcani: il 10 dicembre la troika formata da rappresentanti di Stati Uniti, Unione Europea e Russia, che sta proseguendo i negoziati tra Pristina e Belgrado, presenterà al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il rapporto finale di questi 120 giorni di colloqui. Un giudizio che dovrebbe essere alla base della nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla provincia.
Saranno proprio i nuovi equilibri all’interno del mondo politico kosovaro-albanese e il conseguente nuovo governo, usciti da queste elezioni, a dover affrontare i difficili giorni del post 10 dicembre, data dopo la quale per mesi tutti i leader kosovari albanesi, presidente e primo ministro in testa, hanno annunciato la proclamazione unilaterale dell’indipendenza. Un aspetto che fa crescere l’ importanza del voto, soprattutto di fronte a un elettorato che in questi anni ha visto disattese quasi tutte le promesse fatte dall'elite politica.
I sondaggi pubblicati negli ultimi giorni fanno presagire la possibilità di sorprese e la ridefinizione degli equilibri all’interno del mondo politico albanese.
 
haradinajIl tramonto del Ldk. La Lega Democratica del Kosovo deve fare i conti con la scomparsa del suo fondatore, Ibrahim Rugova, storico presidente e padre del Kosovo, morto nel gennaio 2006. I successi politici dell’Ldk sono sempre stati trainati dal carisma politico di Rugova e anche oggi la linea politica dei nuovi leader continua a ispirarsi alla sua figura. All’interno del partito, però, dopo la sua morte si è aperta la lotta per la successione che ha portato alla presidenza Fatmir Sejdiu. Il grande sconfitto Nexhat Daci, ex presidente dell’Assemblea, da cui fu costretto alle dimissioni, è uscito dal partito, nel gennaio 2007, fondando una nuova formazione, la Lega Democratica di Dardania, che può oggi contare su sette deputati, tutti fuoriusciti dall’Ldk.
Una frattura che ha avuto ripercussioni soprattutto a livello locale, dove la politica delle alleanze non rispetta necessariamente gli equilibri a livello parlamentare. Nelle singole municipalità acquistano maggior forza anche i tanti partiti a base locale o etnica che a livello parlamentare sono sacrificati dal sistema elettorale proporzionale, organizzato su un’unica circoscrizione provinciale.
Dopo aver ottenuto nelle precedenti due tornate elettorali risultati attorno al 45 percento dei consensi, secondo alcuni sondaggi, Ldk vedrebbe fortemente ridimensionata la sua posizione, attestandosi attorno al 30 percento. Una situazione che avvantaggerebbe il Pdk, principale partito di opposizione, che i sondaggi danno qualche punto avanti all’LDK, facendo di Thaci un possibile candidato alla poltrona di premier.
L’altra grande novità è rappresentata dalla discesa in campo di Behgjet Pacolli, kosovaro-albanese con passaporto svizzero, fondatore e presidente del Mabetex Group, un’importante gruppo finanziario con sede a Lugano, attivo soprattutto in campo edilizio, nella costruzione di grandi infrastrutture. Pacolli, conosciuto in Italia per essere stato sposato con la cantante Anna Oxa, è stato fin dagli anni novanta uno dei principali rappresentanti della diaspora kosovara in Europa e finanziatore delle istituzioni parallele create dagli albanesi del Kosovo negli anni novanta. Nel marzo 2006 ha fondato l’Alleanza per un Nuovo Kosovo (Akr), che si appresta a diventare la grande sorpresa di queste elezioni.
 
pacolliPacolli, l'uomo nuovo. Dopo aver fondato nel 1990 la Mabetex, il leader dell’Akr ha accumulato una fortuna grazie a importanti appalti ottenuti in Russia, tra cui la ristrutturazione del Cremlino, e in molte repubbliche ex Sovietiche. Per questi lavori Pacolli è stato coinvolto in uno scandalo di tangenti e corruzione insieme ad alcuni leader politici russi, tra cui il presidente Eltsin e il suo collaboratore Borodin. Indagini di cui si occupò, nella seconda metà degli anni novanta, Carla del Ponte, allora Pubblico Ministero della Confederazione Elvetica, che furono archiviate senza alcuna condanna per Pacolli.
Negli ultimi anni la Mebatex, presente in 16 paesi del mondo, ha ottenuto importanti appalti in Kazakistan per la costruzione della nuova capitale Astana: la residenza presidenziale, il parlamento e vari uffici governativi.
Dalla fine della guerra Pacolli è attivo nella sua terra natale attraverso la “Fondazione per la ricostruzione del Kosovo”, che ha realizzato molti servizi pubblici, tra cuilizzato molti servizi pubblici,o svizzero,oltrona di Premier. alcune cliniche, scuole e impianti sportivi. Il suo gruppo, che ha inoltre realizzato gli uffici a Pristina delle delegazioni statunitense, tedescha, canadese e svedese, è attiva anche sul piano editoriale, avendo fondato il magazine Lajm. Il rapporto tra editoria e politica è molto forte in Kosovo: emblematico il caso di Veton Surroi, editore del quotidiano Koha Ditore e leader della Lista Civica Ora, partito di opposizione che per queste elezioni ha puntato sulla candidatura di figure di spicco della società civile.
 
thaciVerso la coalizione. I sondaggi parlano di un possibile risultato della Nuova Alleanza per il Kosovo attorno al 10 percento, altri si sbilanciano parlando addirittura di esito superiore al 15 percento.
Di fronte al calo annunciato del partito di maggioranza queste elezioni potrebbero diventare per l’Akr e il suo discusso leader, in particolare per i suoi passati legami con la Russia, un vero e proprio trampolino di lancio, facendo di Pacolli una presenza con cui i futuri leader della provincia dovranno necessariamente confrontarsi.
In una situazione così equilibrata saranno molto importanti gli accordi post-elettorali per la formazione della coalizione di governo.
Pur riuscendo a confermarsi vincitore, l’Ldk, non avrà, quasi certamente, i numeri per poter governare, com'é avvenuto in questa legislatura, con il solo appoggio dell’Alleanza per il Futuro del Kosovo (Aak), del Premier Agim Ceku, non candidatosi, e di Ramush Haradinaj, che nonostante l’imputazione dell'Aja è riuscito ad ottenere dall’Unmik il consenso a candidarsi, dovendo così allargare la propria coalizione. Dall’altra parte anche il Pdk molto probabilmente non avrà i numeri per governare con il solo appoggio della Lista Civica Ora e dovrà cercare altri appoggi.
Si aprirebbe così la possibilità di una coalizione tra Pdk e Ldk per affrontare la difficile transizione dei prossimi mesi: una soluzione già sperimentata dopo le elezioni del 2001, quando si formò un esecutivo di coalizione guidato da Bairam Rexhepi, del Pdk, a cui parteciparono tutti i principali partiti, Ldk in testa.
Uno scenario complesso a cui solo i risultati del voto potranno iniziare a dare qualche risposta.
Categoria: Elezioni, Guerra, Popoli
Luogo: Serbia