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Fiera Cinese Questo dopo che una Fiera in Cina a fine ottobre aveva già messo in mostra i
preziosi del sottosuolo birmano, oltretutto con l'avallo dell'Asean, comunità
economica dell'estremo oriente, come denunciato dalla Ong umanitaria 'Human Right
Watch' che in un rapporto denuncia lo sfruttamento da parte della Giunta di questa
opportunità, e chiede ai maggiori importatori, Cina e Thailandia, di non fare
più affari coi militari, finchè San Suu Kii sarà ancora imprigionata e non sarà
restaurata la democrazia nel Paese asiatico. “La vendita di queste gemme permette
ai militari di realizzare contanti facili e rimanere per il momento al potere”
ha detto responsabile per “Business e diritti umani” di Hrw, Arvind Ganesan, “la
giada e i rubini birmani sono delle vere meraviglie della natura, ma la dura realtà
è che il mercato di queste pietre sostiene la violazione di diritti umani fondamentali”.
Il 90 percento dei rubini mondiali Il regime ha organizzato una asta internazionale al 'centro congressi del Myanmar'
di Rangun dal 14 al 26 novembre. Enormi quantità di gemme, decine di migliaia
saranno quotidianamente in vendita; i più famosi tra i preziosi birmani sono la
giada e i rubini. Circa il 90 percento dei rubini mondiali viene da questa sfortunata
terra. La Birmania è anche la maggiore produttrice mondiale di giadeita, un tipo
di petra dura molto rinomata dal verde scuro. La ditta statale 'Myanmar Gems Enterprise' ha dichiarato per il 2006 profitti dal solo commercio di rubini per 300 milioni
di dollari Usa. Un incremento rispetto al 2005 del 45 percento. Questo ne fa il
terzo produttore di reddito nel Myanmar dopo le altre due imprese statali maggiori,
la Myanmar Gas and Oil, che esporta gli idrocarburi, e la Myanmar Timber, che esporta il legno pregiato, come il tek. Le aste pubbliche, come quella
incorso, si tenevano annualmente fino al 1992, da quando sono diventate semestrali.
Ma dal 2004 il regime ha preso l'abitudine di convocarne alcune a casaccio, per
tappare le falle del sempre disastrato bilancio pubblico. Questa vendita pubblica
è la prima a tenersi dopo la repressione violenta iniziata il 25 settembre delle
proteste democratiche. E' già stata rinviata due volte per timore che lo sdegno
internazionale per il regime militare attirasse pochi compratori. Come riportato
a PeaceReporter dal fotoreporter italiano Aldo Pavan (“Birmania, le vie dell'oppio”
si intitola il suo reportage fotografico dal Paese) la regione dei rubini è altamente
militarizzata e l'accesso è proibito a chi non vive nella zona. I militari controllano
tutto la produzione è l'estrazione delle gemme, molto spesso concludendo affari
sottobanco per intascare tutto il compenso. Inoltre l'accesso limitato ha reso
impossibile l'accesso a cure più adeguata per gli infettati di Hiv,col risultato
che il tasso di sieropositivi in zona è ora il più alto del Sud Est asiatico.
Le condizioni di lavoro nelle miniere di gemme birmane sono denunciate dall'Onu
come ''spaventose'', mentre sono stati accertati disastri ecologici a catena nella
regione a causa dello sfruttamento indiscriminato e troppo vorace del territorio.
Cina e Thailandia, i due clienti I due maggiori clienti delle gemme birmane, a cui si rivolge l'appello di Human R .W. Sono thailandia e Cina. La giada birmana è molto usat ain Cina, e si crede che
sarà largamente utilizzata per preparare parecchi souvenir in vista di Pechino
208, l eprossime Olimpiadi.Gianluca Ursini