Lunedì scorso, un gruppo di uomini armati ha assalito una guarnigione militare
camerunense nella penisola di Bakassi, al confine tra Camerun e Nigeria, uccidendo
21 persone. L'attacco, che ha colto di sorpresa l'esercito, è stato attribuito
dalle forze armate nigeriane ai ribelli del Movement for the Emancipation of the
Niger Delta, che operano nel sud della Nigeria. L'incidente, ancora sotto investigazione,
ha fatto nuovamente salire la tensione tra i due Paesi, che fino al 2006 si sono
contesi il possesso della penisola, ricchissima di petrolio e gas naturale.

L'attacco, avvenuto nel primo
pomeriggio, ha visto tra i 50 e i cento uomini, vestiti in abiti
civili, attaccare la guarnigione tra le località di Rio del
Rey e Isanguele. Gli assalitori avrebbero ucciso 21 soldati,
ferendone altri dieci, prima di essere respinti da un altro
contingente militare venuto in soccorso pochi minuti dopo. Gli
assalitori, giunti a bordo di sette imbarcazioni, si sarebbero
ritirati dopo aver lasciato sul campo una decina di morti.
Le indagini della magistratura
camerunense seguono diverse piste. Quella che vedrebbe l'esercito
nigeriano come responsabile sembra quella meno probabile: le Forze
Armate di Abuja hanno smentito qualsiasi coinvolgimento nell'attacco,
suggerendo che a condurre l'attacco potrebbero essere stati i ribelli
del Mend, una nebulosa di gruppi armati che operano nella
regione meridionale petrolifera del delta del fiume Niger, attaccando
principalmente le installazioni petrolifere. Il Mend, però,
in un comunicato diffuso mercoledì, ha negato qualsiasi
responsabilità, rivendicando invece un attacco, avvenuto poche
ore prima di quello di Bakassi, contro una piattaforma della
compagnia ExxonMobil, presso lo stato nigeriano di Akwa Ibom.
Quale che sia il movente dell'azione
(si pensa che i ribelli mirassero a impadronirsi di un deposito di
armi), l'episodio ha ravvivato la tensione tra Nigeria e Camerun,
protagonisti nel dopoguerra di numerose scaramucce per assicurarsi il
controllo di Bakassi. Amministrata dalla Nigeria, la penisola è
stata rivendicata dal Camerun per 40 anni, fino a che, nel 2002, un
arbitrato della Corte Penale Internazionale basatosi su una mappa del
periodo coloniale non ha sancito i diritti camerunensi sul
territorio, grande circa 1000 kmq e occupato da alcune decine di
migliaia di persone. La Nigeria ha atteso fino al 2006 per rispettare
la sentenza e avviare il trasferimento della sovranità, che
diverrà effettivo solo nell'estate del 2008, con la partenza
degli ultimi soldati nigeriani. Fino a lunedì, le operazioni
di trasferimento si erano svolte senza intoppi, a dispetto
dell'interesse economico della penisola, ricca di risorse
energetiche.

Ma se la pista del
Mend è
degna di attenzione, altrettanto lo è quella interna, visto
che a Bakassi il fuoco cova sotto la cenere. Secondo recenti sondaggi
effettuati da
IrinNews e da altri organi di stampa, gli
abitanti della penisola non sembrano entusiasti del trasferimento di
sovranità. Alcune migliaia hanno preferito migrare nelle città
della Nigeria meridionale, altri spostarsi a New Bakassi, un
insediamento creato 30 km all'interno della Nigeria per accogliere il
flusso di “sfollati”. Il tutto nonostante l'accordo tra i due
Paesi preveda la possibilità della naturalizzazione o, in
alternativa, la residenza in territorio camerunense con la
cittadinanza nigeriana.
Sembra che lo scontento verso le nuove
autorità sia causato dalla lentezza nel fornire i servizi di
base. I più giovani hanno anche creato un gruppo armato per
combattere contro le forze di “occupazione”. Che quello di lunedì
sia stato il loro battesimo sul campo?