16/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



I ribelli nigeriani del Mend allargano il loro raggio d'azione al Camerun?
Lunedì scorso, un gruppo di uomini armati ha assalito una guarnigione militare camerunense nella penisola di Bakassi, al confine tra Camerun e Nigeria, uccidendo 21 persone. L'attacco, che ha colto di sorpresa l'esercito, è stato attribuito dalle forze armate nigeriane ai ribelli del Movement for the Emancipation of the Niger Delta, che operano nel sud della Nigeria. L'incidente, ancora sotto investigazione, ha fatto nuovamente salire la tensione tra i due Paesi, che fino al 2006 si sono contesi il possesso della penisola, ricchissima di petrolio e gas naturale.

Due abitanti di BakassiL'attacco, avvenuto nel primo pomeriggio, ha visto tra i 50 e i cento uomini, vestiti in abiti civili, attaccare la guarnigione tra le località di Rio del Rey e Isanguele. Gli assalitori avrebbero ucciso 21 soldati, ferendone altri dieci, prima di essere respinti da un altro contingente militare venuto in soccorso pochi minuti dopo. Gli assalitori, giunti a bordo di sette imbarcazioni, si sarebbero ritirati dopo aver lasciato sul campo una decina di morti.
Le indagini della magistratura camerunense seguono diverse piste. Quella che vedrebbe l'esercito nigeriano come responsabile sembra quella meno probabile: le Forze Armate di Abuja hanno smentito qualsiasi coinvolgimento nell'attacco, suggerendo che a condurre l'attacco potrebbero essere stati i ribelli del Mend, una nebulosa di gruppi armati che operano nella regione meridionale petrolifera del delta del fiume Niger, attaccando principalmente le installazioni petrolifere. Il Mend, però, in un comunicato diffuso mercoledì, ha negato qualsiasi responsabilità, rivendicando invece un attacco, avvenuto poche ore prima di quello di Bakassi, contro una piattaforma della compagnia ExxonMobil, presso lo stato nigeriano di Akwa Ibom.

Quale che sia il movente dell'azione (si pensa che i ribelli mirassero a impadronirsi di un deposito di armi), l'episodio ha ravvivato la tensione tra Nigeria e Camerun, protagonisti nel dopoguerra di numerose scaramucce per assicurarsi il controllo di Bakassi. Amministrata dalla Nigeria, la penisola è stata rivendicata dal Camerun per 40 anni, fino a che, nel 2002, un arbitrato della Corte Penale Internazionale basatosi su una mappa del periodo coloniale non ha sancito i diritti camerunensi sul territorio, grande circa 1000 kmq e occupato da alcune decine di migliaia di persone. La Nigeria ha atteso fino al 2006 per rispettare la sentenza e avviare il trasferimento della sovranità, che diverrà effettivo solo nell'estate del 2008, con la partenza degli ultimi soldati nigeriani. Fino a lunedì, le operazioni di trasferimento si erano svolte senza intoppi, a dispetto dell'interesse economico della penisola, ricca di risorse energetiche.

Ribelli del MendMa se la pista del Mend è degna di attenzione, altrettanto lo è quella interna, visto che a Bakassi il fuoco cova sotto la cenere. Secondo recenti sondaggi effettuati da IrinNews e da altri organi di stampa, gli abitanti della penisola non sembrano entusiasti del trasferimento di sovranità. Alcune migliaia hanno preferito migrare nelle città della Nigeria meridionale, altri spostarsi a New Bakassi, un insediamento creato 30 km all'interno della Nigeria per accogliere il flusso di “sfollati”. Il tutto nonostante l'accordo tra i due Paesi preveda la possibilità della naturalizzazione o, in alternativa, la residenza in territorio camerunense con la cittadinanza nigeriana.
Sembra che lo scontento verso le nuove autorità sia causato dalla lentezza nel fornire i servizi di base. I più giovani hanno anche creato un gruppo armato per combattere contro le forze di “occupazione”. Che quello di lunedì sia stato il loro battesimo sul campo? 

Matteo Fagotto

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità