Il gruppo di europarlamentari Identità,
Tradizione e Sovranità, che riuniva a Strasburgo movimenti di
estrema destra da Romania, Italia, Bulgaria, Gran Bretagna, Austria e
Francia, si è sciolto ieri a causa di dissapori inconciliabili
tra i suoi membri.

In particolare è scoppiato uno
spinoso caso diplomatico tra i rappresentanti rumeni e quelli
italiani.
La europarlamentare italiana Alessandra
Mussolini, in merito alle polemiche esplose nel Paese per l'omicidio
di una donna avvenuto a Roma da parte di un cittadino rumeno, aveva
definito in un intervista i rumeni ''un popolo di criminali''. La
rappresentanza rumena all'interno dello stesso gruppo
europarlamentare della Mussolini, militanti nel partito Grande
Romania, non l'hanno presa bene e si sono dimessi tutti e cinque,
facendo venir meno il numero minimo per ottenere lo status di gruppo
all'interno del Parlamento di Strasburgo.
Identità, Tradizione e Sovranità
quindi, dopo solo dieci mesi di attività, si è sciolto.
La notizia, comunicata all'aula, ha suscitato un applauso irriverente
dell'Assemblea verso il gruppo di estrema destra, che già al
momento di formarsi aveva generato molte polemiche per i contenuti
xenofobi, secondo alcuni, della loro linea politica.
“La buona notizia è che
'l'Internazionale' dell'estrema destra non ha avuto una vita lunga e
non potrà utilizzare i fondi europei per diffondere la
xenofobia e il neofascismo”, ha commentato soddisfatto Martin
Schultz, leader tedesco della rappresentanza socialista a Strasburgo.