I due ex premier si alleano contro Musharraf che, intanto, scatena la guerra ai talebani

I due ex premier leader dell’opposizione pachistana, Benazir
Bhutto e Nawaz Sharif, hanno messo a parte i rancori personali stringendo una
nuova alleanza anti-Musharraf.
L’accordo è stato raggiunto ieri sera nel corso di una
telefonata tra la Bhutto, ancora agli arresti domiciliari a Lahore, e Sharif,
in esilio in Arabai Saudita. A darne notizia è stato Raja Zafar-ul Haq, presidente
del partito di Sharif, la Lega Musulmana del Pakistan-Nawaz (Pml-N): “La Bhutto
ha garantito a Sharif che lei continuerà a lottare contro il generale Musharraf
finché non si sarà dimesso da entrambe le cariche in quanto non è più
accettabile né come capo delle forze armate né come presidente. Dal canto suo
Sharif ha accettato di sotterrare il passato”.
Nessun commento per ora dal Partito del popolo pachistano
(Ppp) della Bhutto, che ha però annunciato una comunicazione per le prossime
ore.
Gli Usa puntano tutto
sulla Bhutto. Il due politici, da sempre in competizione tra loro, avevano
già deciso
nel
maggio 2006 di stringere un’alleanza anti-Musharraf e di non trattare mai
con lui. Ma poi lo scorso luglio la Bhutto – su pressione di Washington – ha tradito
il patto con Sharif,
intavolando
un negoziato politico con il generale. Da allora, tra i due ex premier è
calato il gelo. Lo scorso settembre Sharif – poco amato a Washington – ha
provato a tornare in patria per sfidare da solo Musharraf, ma è stato subito arrestato
e rispedito in esilio: il rientro
disturbava
i piani di Washington che puntava su un accordo Bhutto-Musharraf.
Poi, però, a tradire i patti è stato Musharraf: imponendo lo
stato d’emergenza e non mantenendo la promessa di lasciare la divisa e di
impegnarsi nella guerra ai talebani nelle aree tribali, il generale ha perso il
sostegno della Casa Bianca, che pare ormai decisa a puntare tutte le sue carte
sulla
Bhutto, aprendo anche a Sharif.
Musharraf si gioca l’ultima
carta. Musharraf, sentendo che il vento sta cambiando, sta provando a
correre ai ripari per dimostrare a Washington di essere ancora un ‘buon alleato’.
Per questo ieri pomeriggio, dopo due settimane di
sostanziale inazione, ha dato il via a una massiccia offensiva militare per
sconfiggere definitivamente i talebani pachistani di Maulana Fazlullah che da
settimane hanno preso il controllo totale della valle di Swat e dell’adiacente
distretto di Shangala.
Secondo le prime testimonianze, l’esercito e l’aviazione
hanno pesantemente bombardato le roccaforti dei guerriglieri e anche i villaggi
da essi controllati, uccidendone decine e costringendoli a ritirarsi sulle
montagne e nelle foreste. Pare che diverse zone di Swat e di Shangala siano
state già riconquistate assieme alle principali strade della zona, fino a ieri
controllate dai talebani. Negli scontri, ancora in corso, sono morti anche
civili e soldati. Ora centinaia di uomini dell’esercito hanno circondato il
quartier generale di Maulana Fazlullah nel villaggio di Imam Dheri. Il suo
braccio destro, Maulana Shah Dauran, ha dichiarato ieri sera che sono “pronti
al martirio” e che si difenderanno “lanciando attacchi suicidi contro le truppe
nemiche”.