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Petrolio. Stando alla fonte,
alcune tribù locali si sono impossessate del pozzo di petrolio
di Majnoun, 120 chilometri a est di Bassora, verso il confine con
l'Iran. Il sito di estrazione, con una capacità di 70 mila
barili al giorno, è ora presidiato dalle milizie tribali, dopo
che le stesse hanno sopraffatto i settemila uomini armati che lo
sorvegliavano. Un'impressionante dimostrazione di forza che, in
qualche modo, rispecchia il livello di insicurezza nel sud del paese,
dove da mesi si fronteggiano apertamente milizie confessionali,
tribali, wahabiti e agenti della sicurezza irachena. Lo scopo delle
tribù non è quello di avere un proprio pozzo privato,
puntano piuttosto a controllare la gestione delle risorse della
provincia, in cui si trovano numerosi giacimenti. I capi tribali
chiedono che il governo assuma membri delle loro tribù a
lavorare nella compagnia. Sempre secondo la fonte, il governo di Baghdad ci
starebbe pensando, per risolvere il problema senza ulteriori scontri
armati e senza perdere ulteriormente la faccia.
Allo sbando. Martedì il
capo della polizia di Bassora, Jalil Khalaf Shubel, ha rilasciato un
intervista sulla situazione della sicurezza nella provincia. “La
città è succube della violenza confessionale e
ideologica -ha spiegato-. I miei uomini stanno combattendo contro
nazioni, non individui. Parlo di paesi che hanno enormi risorse, ben
superiori alle nostre. Se anche, oggi riusciamo a sequestrare le loro
armi, domani riceveranno nuove forniture (dall'estero, ndr. ), perché
i confini sono sotto il controllo degli interessi dei politici”.
Khalaf Shubel, che è scampato a sette tentativi di omicidio
negli ultimi quattro mesi, spiega che il vuoto di potere è
stato riempito dalle gang di criminali che, col sostegno della politica,
hanno ammassato enormi fortune e sono diventati i veri padroni della
città. Rapine, omicidi e sequestri vengono compiuti anche in
collaborazione con la polizia locale. “Le forze di sicurezza hanno
ricevuto 4mila veicoli dall'esercito britannico, ma oggi siamo in
possesso di soli 1335 mezzi, quanto agli altri, non sappiamo che fine
abbiano fatto”.
Sfollati. Nonostante la
difficile situazione, decine di sfollati giungono ogni giorno in
città in cerca di un posto sicuro. “i Servizi sanitari sono
deteriorati, le scuole sono sovraffollate e non siamo in grado di
offrire servizi adeguati nemmeno ai locali” ha dichiarato giorni fa
il governatore provinciale, Hassan Abdul Karim, spiegando le ragioni
dietro la scelta di non accogliere più nuovi profughi. In
questa situazione i nuovi arrivi finiscono per ingrossare le fila
della criminalità o per diventarne vittime. In particolare le
femmine, che sono minacciate dal racket della prostituzione e dalle
milizie, nonostante le campagne promosse dalle autorità per i
loro diritti. Secondo statistiche locali, almeno
15 cadaveri di donne vengono trovati ogni mese, gettati nelle
discariche, con addosso pesanti segni di torture.Naoki Tomasini