19/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Le milizie spadroneggiano a Bassora, nelle loro mani anche un pozzo di petrolio
La compagnia petrolifera irachena ha perso un pozzo. Lo annuncia il quotidiano del Quwait, al Qabas, citando un funzionario della sezione della compagnia che si occupa del sud. La città di Bassora è sempre più in balia delle milizie, che ne controllano autorità e risorse.

Petrolio. Stando alla fonte, alcune tribù locali si sono impossessate del pozzo di petrolio di Majnoun, 120 chilometri a est di Bassora, verso il confine con l'Iran. Il sito di estrazione, con una capacità di 70 mila barili al giorno, è ora presidiato dalle milizie tribali, dopo che le stesse hanno sopraffatto i settemila uomini armati che lo sorvegliavano. Un'impressionante dimostrazione di forza che, in qualche modo, rispecchia il livello di insicurezza nel sud del paese, dove da mesi si fronteggiano apertamente milizie confessionali, tribali, wahabiti e agenti della sicurezza irachena. Lo scopo delle tribù non è quello di avere un proprio pozzo privato, puntano piuttosto a controllare la gestione delle risorse della provincia, in cui si trovano numerosi giacimenti. I capi tribali chiedono che il governo assuma membri delle loro tribù a lavorare nella compagnia. Sempre secondo la fonte, il governo di Baghdad ci starebbe pensando, per risolvere il problema senza ulteriori scontri armati e senza perdere ulteriormente la faccia.

Allo sbando. Martedì il capo della polizia di Bassora, Jalil Khalaf Shubel, ha rilasciato un intervista sulla situazione della sicurezza nella provincia. “La città è succube della violenza confessionale e ideologica -ha spiegato-. I miei uomini stanno combattendo contro nazioni, non individui. Parlo di paesi che hanno enormi risorse, ben superiori alle nostre. Se anche, oggi riusciamo a sequestrare le loro armi, domani riceveranno nuove forniture (dall'estero, ndr. ), perché i confini sono sotto il controllo degli interessi dei politici”. Khalaf Shubel, che è scampato a sette tentativi di omicidio negli ultimi quattro mesi, spiega che il vuoto di potere è stato riempito dalle gang di criminali che, col sostegno della politica, hanno ammassato enormi fortune e sono diventati i veri padroni della città. Rapine, omicidi e sequestri vengono compiuti anche in collaborazione con la polizia locale. “Le forze di sicurezza hanno ricevuto 4mila veicoli dall'esercito britannico, ma oggi siamo in possesso di soli 1335 mezzi, quanto agli altri, non sappiamo che fine abbiano fatto”.

Sfollati. Nonostante la difficile situazione, decine di sfollati giungono ogni giorno in città in cerca di un posto sicuro. “i Servizi sanitari sono deteriorati, le scuole sono sovraffollate e non siamo in grado di offrire servizi adeguati nemmeno ai locali” ha dichiarato giorni fa il governatore provinciale, Hassan Abdul Karim, spiegando le ragioni dietro la scelta di non accogliere più nuovi profughi. In questa situazione i nuovi arrivi finiscono per ingrossare le fila della criminalità o per diventarne vittime. In particolare le femmine, che sono minacciate dal racket della prostituzione e dalle milizie, nonostante le campagne promosse dalle autorità per i loro diritti. Secondo statistiche locali, almeno 15 cadaveri di donne vengono trovati ogni mese, gettati nelle discariche, con addosso pesanti segni di torture.
 

Naoki Tomasini

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