16/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Costretta a chiudere l'edizione della Novaya Gazeta di Samara
L'edizione regionale della Novaya Gazeta della regione di Samara, 900 chilometri a sud-est di Mosca, ha deciso di sospendere le pubblicazioni a causa dei continui raid della polizia, che accusa la testata di utilizzare software senza licenza. "La redazione di Samara è paralizzata dalle azioni del potere e della polizia", si leggeva nell'editoriale di ieri, che spiegava come l'azione giudiziaria avviata nei confronti del direttore Serghei Kurt-Adhiev per i presunti programmi piratati non sia che un pretesto.
 
Il vice-direttore AdhziyevLa polizia aveva sequestrato tre computer lo scorso 11 maggio. L'8 novembre si è portata via anche l'ultimo, quello del direttore. L'iniziativa della magistratura locale è da collegarsi alla campagna contro dissenzienti e critici di Putin in vista delle elezioni parlamentari del 2 dicembre. Un blitz su larga scala, che coinvolge media indipendenti, attivisti umanitari, politici. Secondo Kurt-Adhiev, le autorità regionali del distretto più industrializzato di tutta la Russia intendono così "sgomberare lo spazio mediatico per assicurare un risultato record al partito di Putin, Russia Unita". La testata resterà attiva on-line, mentre agli abbonati verrà distribuita l'edizione di Mosca. Per la Novaya Gazeta lavorò Anna Politkovskaya, prima di essere uccisa il 7 ottobre dello scorso anno. Così come Yuri Shchekochikhin, morto nel 2003 per una 'misteriosa allergia', e Igor Domnikov, ucciso nel 2000.
 
 
 
Anna PolitkovskayaProblema regionale. Abbiamo chiesto ai redattori della Gazeta un commento sull'attuale giro di vite del governo nei confronti della stampa critica verso il governo. A risponderci è Raman Schleno, cronista moscovita del settimanale. "E' una situazione ordinaria, in Russia, specialmente nelle oblast (regioni, ndr) - spiega Schleno -. Prima delle elezioni, si 'ripuliscono' gli uffici degli organi del dissenso per ridurre al silenzio tutte le voci critiche. Questo accade nelle regioni, dove le autorità locali sono tutte di Russia Unita, il partito di Putin. A Mosca questo è molto più raro. Non gli interessa, in quanto qui la gente è 'ipnotizzata' dalla televisione, e la televisione è in mano allo Stato, quindi in mano a Putin. E' principalmente un problema regionale, ribadisco". Sempre a Samara, un'organizzazione che monitora le elezioni, la Golos è stata oggetto di perquisizioni. A Tula, nello stesso periodo, la polizia ha 'visitato' la sede di uno dei partner di Kasparov, l'ex Primo ministro Mikhail Kasyanov. Il responsabile per le edizioni regionali di 'Novaya Gazeta', Vitaly Yarroshevsky, ha detto che non si tratta di una campagna contro la pirateria, ma di una campagna contro il dissenso. "E' vero, non c'è molto da aggiungere su questo. La pressione si intensifica in determinate occasioni, e i metodi di intimidazione si fanno più violenti. Nelle regioni, è prassi, così come nel centro, ma in forma più diluita. A Mosca, per esempio, la campagna viene attuata sui distributori e gli inserzionisti. Vengono comprati più giornali possibile, per toglierli dalla circolazione. Ma ripeto che la gente, qui a Mosca, non presta molta attenzione alle discussioni che si fanno sui giornali. Qui guardano tutti la televisione. La maggioranza della popolazione è disinteressata al dibattito politico. Gli oppositori sono pochi, troppo pochi".

Luca Galassi

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