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La polizia aveva sequestrato tre computer lo scorso 11 maggio. L'8 novembre si
è portata via anche l'ultimo, quello del direttore. L'iniziativa della magistratura
locale è da collegarsi alla campagna contro dissenzienti e critici di Putin in
vista delle elezioni parlamentari del 2 dicembre. Un blitz su larga scala, che
coinvolge media indipendenti, attivisti umanitari, politici. Secondo Kurt-Adhiev,
le autorità regionali del distretto più industrializzato di tutta la Russia intendono
così "sgomberare lo spazio mediatico per assicurare un risultato record al partito
di Putin, Russia Unita". La testata resterà attiva on-line, mentre agli abbonati
verrà distribuita l'edizione di Mosca. Per la Novaya Gazeta lavorò Anna Politkovskaya,
prima di essere uccisa il 7 ottobre dello scorso anno. Così come Yuri Shchekochikhin,
morto nel 2003 per una 'misteriosa allergia', e Igor Domnikov, ucciso nel 2000.
Problema regionale. Abbiamo chiesto ai redattori della Gazeta un commento sull'attuale giro di vite
del governo nei confronti della stampa critica verso il governo. A risponderci
è Raman Schleno, cronista moscovita del settimanale. "E' una situazione ordinaria,
in Russia, specialmente nelle oblast (regioni, ndr) - spiega Schleno -. Prima
delle elezioni, si 'ripuliscono' gli uffici degli organi del dissenso per ridurre
al silenzio tutte le voci critiche. Questo accade nelle regioni, dove le autorità
locali sono tutte di Russia Unita, il partito di Putin. A Mosca questo è molto
più raro. Non gli interessa, in quanto qui la gente è 'ipnotizzata' dalla televisione,
e la televisione è in mano allo Stato, quindi in mano a Putin. E' principalmente
un problema regionale, ribadisco". Sempre a Samara, un'organizzazione che monitora
le elezioni, la Golos è stata oggetto di perquisizioni. A Tula, nello stesso periodo,
la polizia ha 'visitato' la sede di uno dei partner di Kasparov, l'ex Primo ministro
Mikhail Kasyanov. Il responsabile per le edizioni regionali di 'Novaya Gazeta',
Vitaly Yarroshevsky, ha detto che non si tratta di una campagna contro la pirateria,
ma di una campagna contro il dissenso. "E' vero, non c'è molto da aggiungere su
questo. La pressione si intensifica in determinate occasioni, e i metodi di intimidazione
si fanno più violenti. Nelle regioni, è prassi, così come nel centro, ma in forma
più diluita. A Mosca, per esempio, la campagna viene attuata sui distributori
e gli inserzionisti. Vengono comprati più giornali possibile, per toglierli dalla
circolazione. Ma ripeto che la gente, qui a Mosca, non presta molta attenzione
alle discussioni che si fanno sui giornali. Qui guardano tutti la televisione.
La maggioranza della popolazione è disinteressata al dibattito politico. Gli oppositori
sono pochi, troppo pochi".Luca Galassi