15/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo tre anni dalla misteriosa morte di Arafat, i palestinesi sperano di tornare ad essere uniti
Di Hossam Ezzedine
tratto da Middle East Online 
 
Tre anni fa è morto Yasser Arafat, leader leggendario dei palestinesi e simbolo della loro unità,  e che da allora non sono mai stati così divisi.

Un triste anniversario. Nel terzo anniversario della morte di Arafat, avvenuta l’11 novembre 2004 in un ospedale parigino, l’Autorità Nazionale Palestinese che lui stesso creò nel 1994, riesce ad avere il controllo solo su aree autonome nella zona occupata della Cisgiordania.
Hamas, che era contrario alla politica di Arafat quando questi era vivo, ha occupato con la forza la striscia di Gaza dopo averla conquistata a metà giugno e aver allontanato le forze dell’ordine controllate dal suo successore, il presidente Mahmud Abbas.
Per ricordare l’anniversario, un nuovo mausoleo sarà costruito sulla bara di Ramallah dove risiede l’Autorità Nazionale Palestinese, e sabato saranno inaugurati una moschea e un museo.
Il giorno dell’anniversario il sucessore di Arafat, Mahmoud Abbas, farà un discorso di fronte ad un pubblico di migliaia di persone durante una cerimonia ufficiale nella sezione di Muqtada, la residenza del presidente.
La Fondazione Arafat, nata per preservare l’eredità del premio Nobel che Stati Uniti e Israele invece considerarono un ostacolo alla pace, ha seguito i lavori del memoriale.
 
Il ricordo e il sogno. Presidente della fondazione è il nipote di Arafat, Nasser al-Qidwa, che è stato rappresentante palestinese alle Nazioni Unite.
“L’interesse che ha suscitato questo progetto nel contesto politico attuale nasce dal fatto che Arafat è sempre stato il simbolo dell’unità palestinese” ha detto Qidwa.
Anche Hamas, che si è scontrato contro le forze di sicurezza controllate da Fatah, partito fondato da Arafat e che critica aspramente Abbas, rende gloria alla memoria di Arafat. Da quando è morto non c’è stato un palestinese che sia riuscito ad avere la stessa influenza.
“C’è un consenso unanime sulla statura simbolica di Yasser Arafat e sulla sua abilità a mantenere saldi i principi nazionali.” ha detto il portavoce di Hamas Fawzi Barhum a Gaza, “Speriamo che questo terzo anniversario dia un nuovo impeto all’unità nazionale. Siamo pronti a partecipare alle commemorazioni, se Fatah ci invita”.
Durante i preparativi dell’anniversario, la televisione ufficiale palestinese ha mandato in onda canzoni in memoria di Arafat. Qualcuno rimpiange l’uomo “con un cuore grande che se n’è andato e ci ha lasciati soli”.
Immagini di Arafat con il suo tipico copricapo a scacchi bianchi e neri ed estratti dei suoi discorsi scorrono sullo schermo.

Un popolo diviso. “L’anniversario della morte del presidente Arafat ha un significato particolare quest’anno perchè la nazione è divisa in due, la Cisgiordania e Gaza” dice Imad al-Asfar, capo della programmazione televisiva del canale, “Era l’unico uomo capace di tenere unito il popolo palestinese”.
Nel museo Arafat ci saranno i suoi effetti personali, oggetti del suo ufficio e documenti vari, a quanto dice Qidwa.
Un passaggio unisce il museo all’ufficio dove Arafat si è rifugiato per quasi due anni, assediato dalle truppe israeliane, prima di essere trasferito nell’ospedale francese dov’è morto a 75 anni.
Alla tomba di Arafat, sorvegliata 24 ore su 24 da guardie presidenziali, devono rendere omaggio tutti i capi di stato stranieri che vengono nella sezione di Muqtada per incontrarsi con Abbas.
La causa del decesso di Arafat è ancora misteriosa. Alcuni ufficiali palestinesi accusano Israele di averlo avvelenato ma i medici non sono mai riusciti a confermare le accuse.

tradotto per noi da Laura Passetti
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