13/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La commissione per i diritti umani: terrorismo, metodi arbitrari

Il metodo utilizzato dalle Nazione Unite e dall'Unione Europea per inserire sospetti nella lista nera del terrorismo è ' totalmente arbitrario' e 'viola i principi fondamentali della legge e dei diritti umani'. A stabilirlo, la Commissione degli affari giuridici e dei diritti umani del Consiglio d'Europa, presieduta dallo svizzero Dick Marty. La commissione ha richiesto una revisione urgente delle metodologie praticate, in modo che individui e gruppi inseriti nella lista nera - che prevede il congelamento dei beni e il divieto di spostamento - abbiano accesso alle prove contro di loro, diritto a un processo equo e a risarcimenti in caso di innocenza.

Dick MartyUn messaggio preoccupante. "In Europa, un serial killer ha più diritti di una persona inclusa nella lista nera del terrorismo - ha dichiarato Marty -. La lotta al terrorismo è imprescindibile, ma non possiamo, in nome di questa lotta, derogare ai principi fondamentali di una società democratica". La commissione ha elaborato una risoluzione che verrà dibattuta dal Consiglio d'Europa a gennaio. In essa si legge: "Se si aggiunge alla situazione la pratica delle consegne straordinarie, dei centri di detenzione segreta, della tortura, tutto ciò fornisce un messaggio preoccupante e devastante: principi fondamentali come la legge e la protezione dei diritti umani sono accessori opzionali applicabili solo durante la bella stagione".

Un volo della CiaSenza appello. Circa 370 persone e 60 organizzazioni in tutto il mondo sono nella blacklist del Consiglio di sicurezza dell'Onu o dell'Unione Europea. "La persona o il gruppo sospetto non ha nessuna notizia del suo inserimento in tale lista, fino a quando non deve attraversare un confine o utilizzare un conto bancario", ha scritto Marty nella sua relazione. Il presidente della commissione ha citato un caso ben noto, quello di Youssef Nada, 75enne finanziere egiziano con cittadinanza italiana, che ha vissuto in Svizzera per anni "senza mai avere problemi con nessuno". Nel 2001 fu inserito nella lista nera del Consiglio di Sicurezza dell'Onu perchè sospettato di avere finanziato gli attacchi dell'11 settembre. "E' stato accusato - spiega Marty - senza essere stato informato del fatto e senza possibilità di appello".
 
Youssef NadaNessuna difesa. Dopo un'indagine durata 4 anni, nessuna prova a suo carico è stata addotta dalla magistratura svizzera. Nada è un musulmano affiliato da tempo con i Fratelli musulmani, una delle più antiche organizzazioni islamiche del mondo arabo. "Come è giustificabile, nell'ambito della lotta al terrorismo, l'inserimento nella lista nera per più di sei anni di un uomo contro il quale gli inquirenti di due Paesi non hanno trovato uno straccio di prova?", si chiede Marty. La commissione ha riferito che "la più grave violazione dei diritti umani" è l'inosservanza dei principi che prevedono un giusto processo. Nessun individuo, tra quelli messi all'indice, può difendersi di fronte a un giudice. Nonostante già diversi casi siano stati portati di fronte al Tribunale europeo per i diritti umani, o di fronte ad altre corti, non vi è stato un singolo caso in cui si è rilevata l'illegalità delle risoluzioni Onu o dell'Unione Europea.

Luca Galassi

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