13/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La 'lunga marcia' parte senza la Bhutto che, assediata in casa, alza il tiro contro Musharraf
La ‘lunga marcia’ di protesta contro Musharraf è partita da Lahore, ma con una scarsissima partecipazione, nella direzione opposta a quella prevista e soprattutto senza Benazir Bhutto.
 
Attivisti arrestati1.500 arresti a Lahore. Un centinaio di auto si stanno lentamente muovendo verso Kasur, a sud di Lahore, forse per spiazzare la polizia che si aspettava invece che il corteo si muovesse verso Islamabad, che sta a nord. Ciononostante, le forze dell’ordine stanno bloccando molti veicoli lungo il tragitto, arrestando molti manifestanti. Arresti che si aggiungono a quelli ‘preventivi’ condotti a Lahore durante la notte: pare che nelle ultime 24 ore, solo in questa città, siano state arrestati 1.500 attivisti nel corso di una massiccia operazione di polizia. Operazione condotta con metodi assai brutali: “Sfondano le finestre, fanno irruzione nelle case, umiliano le donne e picchiano gli uomini”, ha dichiarato questa mattina la Bhutto.
 
L'assedio alla BhuttoLa Bhutto sotto assedio. La leader dell’opposizione è prigioniera nella sua residenza di Lahore, circondata da ben 1.100 agenti di polizia che hanno blindato l’edificio con barricate di filo spinato, transenne, sacchi di sabbia, camion e mezzi blindati. Dalla sua nuova prigione, la Bhutto ha fatto sapere che cercherà comunque di uscire, ma sarà un’impresa veramente difficile. Nelle scorse ore si era sparsa la voce di un suo trasferimento a Karachi a bordo di un aereo dell’esercito: notizia infondata fatta forse circolare come avvertimento.
 
Benazir Bhutto“Musharraf deve dimettersi”. Non potendo rompere l’assedio della polizia, la Bhutto ha deciso di rompere ogni indugio politico alzando il tiro contro Musharraf. Questa mattina, parlando con la stampa, ha dichiarato per la prima volta che “Musharraf deve dimettersi” – non più solo revocare lo stato d’emergenza come chiedeva fino a ieri sera – e che lei “non sarà mai primo ministro con Musharraf presidente”. La Bhutto ha poi annunciato che, una volta libera, lavorerà “per costruire una grande alleanza con tutti i leader dell’opposizione, a partire da Nawaz Sharif”, l’ex premier che da sempre rifiuta ogni dialogo con Musharraf e che nei mesi scorsi aveva criticato la decisione della Bhutto di trattare con il generale.  

Enrico Piovesana

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