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Decine di migliaia di persone stanno scappando dalla capitale, a causa dei continui
scontri fra truppe etiopi, e ribelli islamici.
In poco più di una settimana, almeno 70 persone sono state ammazzate. Le Nazioni
Unite stimano che gli sfollati da Mogadiscio negli ultimi sette giorni siano almeno
24mila, una cifra che fa salire il totale dei somali che hanno dovuto abbandonare
la propria casa a 850mila. "Quella di Mogadiscio è la peggiore crisi del mondo".
Queste le parole con cui l'ufficio somalo della Rete dei difensori dei diritti umani (Sohriden) ha definito la situazione della città somala. "Le violazioni a cui
sono sottoposti i civili sono talmente tante da essere ormai divenute non
documentabili - ha spiegato alla Misna il presidente di Sohriden, Ahmed Kiimiko
-. Entrambe le parti coinvolte sono criminali di guerra e hanno violato ogni legge
di guerra o umanitaria". Di qui un appello al cessate-il-fuoco immediato e senza
condizioni e al rispetto delle misure internazionali in materia di diritti umani.
"Chiediamo anche alla comunità internazionale di prendere misure adeguate nei
confronti di tutti i gruppi armati coinvolti in questi crimini di guerra e di
perseguirli attraverso la legge internazionale". Secondo questa Ong, i combattimenti
avvengono così di frequente e in quartieri talmente stipati di gente, che è diventato
impossibile tenere il conto delle vittime. Agli abitanti di Mogadiscio non resta
che spostarsi, continuamente, da una zona all’altra nel tentativo di sfuggire
alle bombe. "Ma come si muovono - conclude Kiimiko, nuove bombe li costringono
a scappare ancora", per non parlare delle raffiche di proiettili che sia le milizie
antigovernative che i soldati etiopi sparano indiscriminatamente su qualsiasi
cosa o persona si ponga sulla loro traiettoria.
Stella Spinelli