Si profila una settimana movimentata
per la Francia, dove i sindacati hanno proclamato per domani uno
sciopero generale per protestare contro la riforma delle pensioni
voluta dalla nuova amministrazione Sarkozy. Lo sciopero generale, che
riguarderà i lavoratori di ferrovie e trasporti pubblici,
compagnie elettriche e energetiche, è il secondo in un mese e
costituirà il primo vero test di politica interna per il
nuovo presidente.

Negli ultimi giorni, le parti
concordano di essere arrivate a un punto morto, visto che nelle
trattative il governo non è disposto a fare nuove concessioni
ai “pensionati d'oro” francesi. Secondo una legge varata del
dopoguerra, infatti, alcuni lavoratori del settore pubblico impiegati
in settori fisicamente usuranti hanno diritto alla pensione dopo 37.5
anni di contributi invece che 40, un privilegio che, secondo il nuovo
governo, non ha più ragione di esistere a causa dei
miglioramenti tecnici e del peso delle pensioni sull'amministrazione
pubblica. Una riforma prevista anche dalla precedente
amministrazione di Jacques Chirac, a cui l'ex-presidente aveva però
rinunciato a causa di una serie di scioperi generali che avevano
paralizzato il Paese nel 1995.