
A quattro
settimane dalle prime crepe, la spaccatura tra Khartoum e gli
ex-ribelli del
Sudan People's Liberation Movement non si è
ancora sanata. Ieri, il comitato congiunto che avrebbe dovuto
risolvere i punti del trattato di pace ancora in sospeso si è
sciolto, vista l'impossibilità di raggiungere un compromesso.
Nonostante l'impegno formale delle due parti a non riprendere le
armi, sia l'esercito che gli ex-ribelli si starebbero riarmando, in
vista di una possibile resa dei conti. E il leader islamico Hassan
al-Turabi ventila la possibilità di una nuova guerra civile.
Gli ex-ribelli del
Splm, protagonisti di una guerra civile che ha provocato 2
milioni di morti in 20 anni, si sono ritirati un mese fa dal governo
di unità nazionale, accusando Khartoum di violare il trattato
di pace. In particolare, rimane in sospeso la definizione dei confini
tra nord e sud Sudan, con la ricca regione petrolifera di Abyei
ancora contesa tra le due parti. La divisione ha influenzato anche il
vicino conflitto in Darfur, con i gruppi ribelli che si rifiutano di
trattare con un governo abbandonato da 18 ministri