
La polizia cambogiana ha arrestato
lunedì mattina Ieng Sary, l'ex-ministro degli Esteri dei khmer
rossi cambogiani, la giunta comunista guidata da Pol Pot che governò il Paese
dal
1975 al 1979. Sary, arrestato assieme alla moglie Khieu Thirith, è
il terzo leader della giunta comunista arrestato negli ultimi mesi
per essere processato davanti al tribunale dell'Onu creato per
giudicare dei crimini commessi durante il regime maoista,
responsabile della morte di più di un milione di persone (tra
cui numerosi oppositori politici e intellettuali) principalmente nei
campi di lavoro.
Al momento della loro caduta, a séguito
dell'invasione vietnamita del 1979, i khmer rossi ingaggiarono una
lunga guerra contro il nuovo governo cambogiano, guerra conclusasi
solamente negli anni '90. Per anni uno dei leader più
conosciuti a livello internazionale dei khmer rossi, Sary aveva
abbandonato la giunta maoista nel 1996, garantendosi il perdono del
re. Da allora, Sary ha vissuto libero nella capitale Phnom Penh
assieme alla moglie, fino alla nascita del tribunale, che alcune
settimane fa aveva emesso due mandati di cattura contro i coniugi per
crimini di guerra e contro l'umanità, accuse sempre respinte
da Sary.