
Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili, che ieri sera
ha imposto lo stato di emergenza per far fronte alle proteste di piazza contro
il suo governo, ha annunciato oggi pomeriggio elezioni anticipate per il
prossimo 5 gennaio. Il voto era previsto per la fine del 2008.
Rivolgendosi alla nazione, il leader georgiano ha detto di
aver preso questa decisione per ottenere “un chiaro mandato per fronteggiare
tutte le minacce straniere, i tentativi di destabilizzazione, le pressioni
esterne sulla Georgia e i tentativi di annessione di territori georgiani”. Saakashvili
ha accusato la Russia di aver sobillato le proteste dell’opposizione attraverso
i suoi diplomatici nel tentativo di rovesciare il governo di Tbilisi: da qui l’espulsione
di alcuni funzionari dell’ambasciata russa, a cui oggi ha fatto seguito l’espulsione
dalla Russia di tre diplomatici georgiani. I “tentativi d’annessione” si
riferiscono ai separatismi filo-russi in Abkazia e Sud Ossezia, fortemente
sostenuti dal Cremlino.
La decisione del leader filo-occidentale georgiano, salito
al potere con la Rivoluzione della Rose del 2003, è stata presa dopo che questa
mattina il segretario generale del Consiglio d'Europa, Terry Davis aveva
fermamente criticato l’imposizione dello stato d’emergenza, e quello della
Nato, Jaap de Hoop Scheffer, aveva addirittura detto che questo provvedimento
rischia di mettere in discussione l’integrazione della Georgia nella Nato.