
Le proteste anti-Chavez avvenute ieri in Venezuela hanno avuto un epilogo drammatico.
Al termine delle manifestazioni di piazza – che solo a Caracas hanno visto 80
mila studenti marciare contro il progetto di riforma costituzionale del presidente
– nel campus dell’università dove gli studenti stavano facendo ritorno sono scoppiati
violenti scontri con i sostenitori di Chavez che si erano nascosti all’interno
dell’ateneo. Alcuni di loro erano, armati di pistola, hanno aperto il fuoco contro
gli studenti ferendone diversi. Le forze di sicurezza hanno circondato il corpus,
ma non sono intervenute.
Le manifestazioni organizzate dagli studenti universitari a Caracas, Merida,
Maracaibo, Puerto La Cruz, San Cristobal e Barquisimeto, sono state indette contro
le modifiche alla Costituzione venezuelana che Hugo Chavez vuole sottoporre tra
un mese al vaglio referendario. Tra le novità ci sono l’abolizione dei limiti
del mandato presidenziale, l’ampliamento dei suoi poteri di dichiarazione dello
stato d’emergenza, l’attribuzione al presidente di poteri di controllo sulla Banca
Centrale e di nomina degli amministratori provinciali.
Secondo le opposizioni la riforma porterebbe il Venezuela verso una forma di
Stato autoritario.
Secondo Chavez, invece, essa contribuirà a far avanzare il paese verso la “realizzazione
del socialismo del ventunesimo secolo”.