07/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Venezuela e Cina creano un fondo comune per finanziare progetti relativi all'industria energetica e a quella delle telecomunicazioni. Caracas diventa il punto di riferimento di Pechino in sudamerica
 
I due paesi, lontanissimi dal punto di vista geografico e vicinissimi da quello ideologico, hanno stipulato una serie di accordi che prevedono la creazione di un fondo comune di circa 6 miliardi di dollari. Quattro dei sei miliardi arriverebbero dalla Cina e gli altri due dal Venezuela. Lo scopo: finanziare progetti congiunti in diversi settori dell'area economica. Industria petrolifera e quella delle telecomunicazioni saranno sicuramente fra le prime a beneficiare dei possibili incrementi economici.

La delegazione cinese e quella venezuelanaPetrolio a go go. Un milione di barili al giorno verso la Cina entro il 2011. Questo l'ambizioso progetto venezuelano. A tutt'oggi, però, il greggio del paese sudamericano, considerato di primissima qualità, stipato in circa 200 mila barili, arriva nei mercati asiatici tutti i giorni.
L'accordo stipulato a Caracas alla presenza dei vertici politici venezuelani e del viceministro dello Sviluppo e della Riforma cinese Zhang Xiaoqiang, è da considerarsi a tutti gli effetti uno dei più importanti mai eseguiti da quando l'ex colonnello Chavez è salito al potere.
Importante, dunque, l'obiettivo politico dell'amministrazione di Caracas: ridurre quanto più possibile la dipendenza economica dagli Stati Uniti (loro primo cliente per quanto riguarda il petrolio)e spingere verso il consolidamento di un mondo economico multipolare.
Inoltre, l'enorme cifra messa a disposizione dai due Paesi potrà essere utilizzata in parte dal Venezuela per la creazione di una flotta navale ad hoc, in parte dai cinesi per la creazione di almeno tre raffinerie da collocare nel loro territorio.

Un bilancino per l'estrazione del greggioNon solo greggio. Nonostante sia davvero il prodotto da esportare più importante del Venezuela, il petrolio non è l'unica voce nella lista degli accordi firmati. Oltre al settore energetico, infatti, beneficeranno del fondo costituito anche il settore delle telecomunicazioni, quello dell'industria agricola, quello delle infrastrutture. Inoltre, parte della cifra, che in base ai progetti finanziati aumenterà e sarà rinegoziata ogni tre anni, andrà ad alimentare tutti i settori relativi allo sviluppo sociale e alle opere ad esso collegate. Nel giro di pochi anni Venezuela e Cina creeranno un mercato economico fra i più importanti al mondo. Non solo. Con la stipula dei nuovi accordi Caracas diventa il punto di riferimento per la Cina nella regione sudamericana, cosa che a detta delle autorità venezuelane “fino a qualche anno fa era davvero impensabile”.

PechinoCollaborazione.Ma la collaborazione fra Pechino e Caracas non è certo storia attuale. Da diverso tempo infatti Chinaoil, China National Petroleum Company e altre aziende energetiche asiatiche lavorano in territorio venezuelano su importantissimi progetti bilaterali nella Faja dell'Orinoco, dove si stima esista la più grande riserva petrolifera del pianeta, e per quanto riguarda l'estrazione e la lavorazione di gas naturale. C'è dell'altro. Da qualche tempo sulle bancarelle dei mercati delle grandi città del Paese sudamericano si vendono prodotti cinesi. Su tutti un computer dal software free ad un prezzo decisamente inferiore a quelli presenti nelle vetrine più commerciali del Paese.
Da non sottovalutare un progetto che sta a cuore a entrambe le nazioni: il lancio del satellite Simon Bolivar, previsto per l'estate del prossimo anno.
 

Alessandro Grandi

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