07/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La ex premier chiama il popolo a manifestare contro Musharraf
L’ex primo ministro Benazir Bhutto ha lanciato il guanto della sfida al generale Musharraf, chiamando il popolo pachistano a scendere in piazza nonostante il divieto di manifestare e le minacce di repressione da parte del governo.
 
Benazir BhuttoVenerdì a Rawalpindi. “Chiedo ai miei fratelli e alle mie sorelle di raggiungere Rawalpindi a tutti i costi”, ha detto la Bhutto chiedendo una grande manifestazione per venerdì.
Ma i costi potrebbero essere estremamente alti. Le sporadiche proteste, avutesi anche oggi, sono state duramente represse dalle forze di sicurezza. Il comandante della polizia della città, maggiore Javed Akhlas, ha avvertito che nessuna protesta di piazza verrà tollerata: “Il divieto di manifestare verrà fatto rispettare”, e ha poi aggiunto: “Ci sono forti minacce di nuovi attentati contro la Bhutto”. Un avvertimento che suona come una lugubre minaccia per la ex premier, visti i forti sospetti di un coinvolgimento dello stesso governo nell’attentato avvenuto il 17 ottobre a Karachi durante una manifestazione della Bhutto.
 
RepressioneMartedì la marcia Lahore-Islamabad. Per Benazir Bhutto la manifestazione di venerdì è solo l’inizio della lotta. Per martedì 17 novembre ha infatti invitato i pachistani a partecipare a una “lunga marcia” che parta dalla città di Lahore – finora la più attiva nelle proteste – e arrivi fino alla capitale Islamabad per chiedere che Musharraf revochi lo stato d’emergenza, rinunci alla carica di capo delle forze armate – come lui stesso aveva promesso di fare entro il 15 novembre – e fissi la data delle elezioni parlamentari per metà gennaio.
“Non potranno arrestarci tutti – ha detto la Bhutto – perché saremo così tanti che non basteranno tutte le loro prigioni”.
 
Talebani nella Valle di SwatUsa preoccupapati per la sitauzione nelle aree tribali. La decisione della Bhutto – pedina di Washington sulla scacchiera pachistana – è frutto delle pressioni degli Stati Uniti, estremamente preoccupati per quanto sta accadendo in queste ore nelle aree tribali pashtun del Pakistan dove le milizie filo-talebane, approfittando della situazione di caos che regna nel paese, hanno lanciato una massiccia offensiva nella Valle di Swat conquistando tre città: Matta, Khwazakhela e Madyan.
Gli Usa erano disposti a tollerare il nuovo golpe di Musharraf solo in cambio di un suo deciso impegno militare contro le basi talebane nelle aree tribali. Ma in questi giorni l’esercito pachistano non si è mosso: da qui la decisione di Washington di aumentare la pressione sul generale.
 

Enrico Piovesana

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