06/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia di armeni cristiani da tutto il mondo si riuniscono nella chiesa iraniana durante le festività
L’ultimo sacerdote della Chiesa Nera se n’è andato più di mezzo secolo fa, eppure questo luogo di ritiro religioso, fondato nel Medio Evo dagli armeni cristiani nelle montagne al confine tra Turchia e Armenia, spiega un pò meglio la questione del rispetto che esiste in Iran per le altre fedi.
L’Iran nega le accuse degli Stati Uniti per cui discriminerebbe contro i cristiani e altre minoranze religiose. Il vescovo armeno di Teheran dice che certi discorsi sono solo un’innovazione dell'occidente.

Un fascino millenario. Questo paese di sciiti mussulmani ha chiesto alle Nazioni Unite che la Chiesa Nera di Kara Kilise sia riconosciuta come patrimonio storico mondiale, insieme a Persepoli e altri tesori archeologici.
“E’ un simbolo di coesistenza di diverse religioni ed etnie” dice Khosro Farri incaricato dell’organizzazione dei beni culturali e del turismo in Iran.
Non ci sono quasi più cristiani ed ebrei in Iran dalla rivoluzione del 1979 ma gli armeni di questa regione settentrionale dicono di essere considerati come un qualsiasi altro iraniano
“Non ho nessun problema a vivere qui” dice Aldagesh Malik, un anziano armeno del villaggio di Gardabad, a tre ore di macchina verso sud rispetto alla Chiesa.Il suo villaggio era popolato da una maggioranza armena ma molti si sono trasferiti in cerca di un futuro migliore nelle città iraniane o all’estero, anche negli Stati Uniti.
Seduto a chiacchierare con un suo vicino mussulmano Malik gli dice: “La tua religione non fa nessuna differenza. Noi siamo tutti amici”.

I pellegrini armeni. Situata fra colline dal colore scuro, la Chiesa Nera prende il suo nome dalla pietra lavica con cui è stata costruita agli inizi del XIV secolo dopo che una chiesa più antica fu distrutta da un terremoto.  Gli armeni, una comunità cristiana indipendente, credono che uno degli apostoli di Gesù, San Giuda Taddeo, sia stato martirizzato e sepolto dove adesso sorge la Chiesa. La sua caratteristica torre bianca e nera è visibile da lontano. Molti di coloro che vissero qui scapparono dalla turbolenta regione di confine durante la prima Guerra Mondiale, quando, secondo lo Stato armeno nel 1915 furono uccisi 1 milione e mezzo di armeni dagli eserciti ottomani in quella che oggi è la Turchia. Ankara nega che ci sia stato un genocidio armeno.La Chiesa non e’ praticamente più frequentata da credenti cristiani, ci sono due mussulmani sunniti di un villaggio curdo vicino che la sorvegliano, ma migliaia di armeni da tutto il mondo vengono qui ogni anno durante le festività estive per commemorare il loro santo patrono Taddeo.
Il suo nome ufficiale è quindi Chiesa di San Taddeo e per Farri dovrebbe essere riconosciuta patrimonio mondiale dell’umanità perchè è un simbolo di rispetto per le diverse religioni.
Dice che qui i pellegrini armeni sono “completamente liberi di fare quello che vogliono”.
Il Dipartimento di Stato Usa dice che a marzo tutte le minoranze religione dell’Iran hanno sofferto per discriminazione soprattutto nel lavoro, nelle scuole e in campo abitativo.
Ma Sebouh Sarkissian, il vescovo armeno di Teheran, sostiene che queste accuse sono solo “un’innovazione dell’Occidente”.
“La gente viene e chiede: ma è vero che c’è discriminazione in questo paese?” dice il prelato vestito di nero, seduto nel suo ufficio vicino alla cattedrale armena del XX secolo della capitale iraniana “Ti posso dire che ho percepito discriminazione anche in America e persino in Europa.

Una comunità in via d'estinzione. Gli armeni sono riconosciuti dalla legge iraniana. Hanno due dei 290 seggi del parlamento e possono educare i loro figli nella lingua armena. Posso anche produrre e bere alcol a casa, una pratica invece completamente proibita ai mussulmani.
Nonostante questo la comunità ha continuato a diminuire dalla rivoluzione del 1979.
Un tempo c’erano qualche centinaio di migliaio di armeni, oggi sono soltanto 100mila, dice Sarkissian riferendosi alle cifre ufficiali dell’agenzia stampa Irna.
“Il processo di emigrazione della comunità armena è cominciato anche prima della rivoluzione” ha detto “Immigrazione ed emigrazione sono un fenomeno mondiale non specifico all’Iran e alla società iraniana. Anche i mussulmani iraniani emigrano dal loro paese, non solo i cristiani e gli armeni”.
Ammette che gli armeni in Iran potrebbero avere problemi: per esempio le scuole armene devono usare un testo religioso approvato dal governo. Ma fa l’elogio delle autorità perchè hanno richiesto all’Onu che la Chiesa Nera diventi patrimonio mondale e l’hanno restaurata.
Una sezione dai colori chiari è stata aggiunta alla Chiesa 200 anni fa. I santi che trafiggono draghi, le figure diaboliche e altri motivi elaborati sono scolpiti sulla pietra bianca.
In visita da una città vicina, Kheyrollah Mahmoudi racconta che sua nonna e altri armeni fuggiti dalla Turchia si nascosero qui 90 anni fa. In seguito si è sposata con un mussulmano in Iran.