06/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il più sanguinoso dal 2001: almeno 73 morti. Mentre non si ferma l’avanzata talebana
Almeno 73 morti, tra cui sei parlamentari, e decine di feriti. E’ il tragico bilancio dell’attentato suicida avvenuto oggi nel nord dell’Afghanistan, in provincia di Baghlan. L’attacco era diretto a una delegazione di politici e funzionari governativi venuti da Kabul per presenziare alla cerimonia di riapertura di una fabbrica di zucchero.
 
La zona dell'attentatoForse opera di Hekmatyar. Secondo fonti locali contattate da PeaceReporter l’attentato è avvenuto a pochi chilometri dalla città capoluogo di Pol-i-Khomri, sulle pendici settentrionali della dorsale dell’Hindu Kush.
“Si dirà che sono stati i talebani – ha detto la fonte – ma lo escluderei, perché qui i talebani non ci sono e i pashtun sono una minoranza. Baghlan è una provincia tagica, legata ai mujaheddin dell’ex Alleanza del Nord. E dell’Alleanza del Nord erano diversi dei parlamentari vittime dell’attentato. E’ assai probabile che dietro a questa azione vi siano uomini di Gulbuddin Hekmatyar”.
L’unica possibilità di ‘infiltarzioni’ talebane nella zona potrebbe essere legata alla figura di Juma Khan Hamdard, ex governatore di Baghlan, pashtun e filo-talebano: fu lui negli anni ’90 a trattare con i talebani per facilitare la loro conquista del nord dell’Afghanistan.
 
TalebaniLa guerra si avvicina alla zona italiana. Prosegue intanto senza sosta l’avanzata dei talebani nelle altre province dell’Afghanistan.
Nell’ovest le milizie ribelli minacciano ormai il capoluogo di Farah dal vicino distretto di Khaki Safaed, conquistato ieri pomeriggio.
Più a nord, in provincia di Badghis, non lontano dalla zona italiana di Herat, questa mattina le postazioni talebane sono state bombardate dall’aviazione della Nato: decine i guerriglieri uccisi secondo i comandi Isaf. Decine le vittime civili secondo fonti locali.
E nel centro del paese, sempre questa mattina, i talebani hanno preso il controllo di un altro distretto nella provincia di  Daykundi, occupando la zona montana di Kajran.
 

Enrico Piovesana

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