Il più sanguinoso dal 2001: almeno 73 morti. Mentre non si ferma l’avanzata talebana
Almeno 73 morti, tra cui sei parlamentari, e decine
di feriti. E’ il tragico bilancio dell’attentato suicida avvenuto oggi nel nord
dell’Afghanistan, in provincia di Baghlan. L’attacco era diretto a una
delegazione di politici e funzionari governativi venuti da Kabul per
presenziare alla cerimonia di riapertura di una fabbrica di zucchero.
Forse opera di
Hekmatyar. Secondo fonti locali contattate da
PeaceReporter l’attentato è avvenuto a pochi chilometri dalla città
capoluogo di Pol-i-Khomri, sulle pendici settentrionali della dorsale dell’Hindu
Kush.
“Si dirà che sono stati i talebani – ha detto la fonte – ma lo
escluderei, perché qui i talebani non ci sono e i pashtun sono una minoranza.
Baghlan
è una provincia tagica, legata ai mujaheddin dell’ex Alleanza del Nord. E dell’Alleanza
del Nord erano diversi dei parlamentari vittime dell’attentato. E’ assai
probabile che dietro a questa azione vi siano uomini di Gulbuddin Hekmatyar”.
L’unica possibilità di ‘infiltarzioni’ talebane nella zona
potrebbe essere legata alla figura di Juma Khan Hamdard, ex governatore di Baghlan,
pashtun
e filo-talebano: fu lui negli anni ’90 a trattare con i talebani per facilitare
la
loro conquista del nord dell’Afghanistan.
La guerra si avvicina
alla zona italiana. Prosegue intanto senza sosta l’avanzata dei talebani
nelle altre province dell’Afghanistan.
Nell’ovest le milizie ribelli minacciano ormai il capoluogo
di Farah dal vicino distretto di Khaki Safaed, conquistato ieri pomeriggio.
Più a nord, in provincia di Badghis, non lontano dalla zona
italiana di Herat, questa mattina le postazioni talebane sono state bombardate
dall’aviazione
della Nato: decine i guerriglieri uccisi secondo i comandi Isaf. Decine le
vittime civili secondo fonti locali.
E nel centro del paese, sempre questa mattina, i talebani
hanno preso il controllo di un altro distretto nella provincia di Daykundi,
occupando la zona montana di Kajran.