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Nel 2006
negli USA oltre 47 milioni di cittadini (il 15,8% dell’intera
popolazione) sono risultati privi di copertura assicurativa
sanitaria. Il fenomeno interessa ovviamente anche i soggetti al di
sotto dei 18 anni: 8 milioni e 600 mila, l’11,7 del totale della
popolazione di quella età (ma il 14,1% della popolazione nera,
e il 22,1% della popolazione ispanica) Può essere utile ricordare che negli USA – oltre alle assicurazioni private, finanziate prevalentemente dai datori di lavoro - esistono due programmi assicurativi pubblici: Medicare, assicurazione federale che garantisce a tutti gli anziani, indipendentemente dal livello di reddito, una copertura sanitaria sia pur con molte limitazioni; Medicaid, assicurazione statale (ovvero gestita dai singoli stati, con contributi federali) volta a proteggere alcune categorie di poveri: donne in gravidanza, famiglie con bambini, anziani, disabili. Una legge del 1997 ha inteso rafforzare la protezione della popolazione infantile con l’istituzione di uno specifico programma affidato alla gestione degli stati, State Children’s Health Insurance Program (SCHIP). Nonostante ciò – i singoli stati applicano propri criteri di eleggibilità nell’accesso ai benefici assicurativi - una parte rilevante di bambini risulta priva di assicurazione o è hidden uninsured.
Uno
studio dell’American Academy of Pediatrics esplora gli effetti
della condizione di non-assicurato totale o parziale sull’accesso
ai servizi e sulla loro qualità (le percentuali che seguono si
riferiscono alle due tipologie di non assicurato): il 15-20% ha
ritardato il ricorso all’assistenza medica per il timore di costi
eccessivi; il 12-13% non ha ricevuto le cure necessarie perché
la famiglia non era in grado di pagarle; il 38-15% non ha un luogo
abituale di assistenza; il 58-37% non si sottopone a visite
periodiche di controllo (bilanci di salute – well-child
visits); il 39-17% viene abitualmente
visitato in caso di malattia nei reparti di emergenza degli ospedali. La ricerca
evidenzia che queste due ultime categorie di deficit assistenziale
riguardano anche i bambini assistiti da assicurazioni private e
pubbliche, dove un bambino su quattro non riceve mai visite di
controllo e dove un bambino su dieci in caso di malattia viene
portato direttamente in ospedale.
Di
fronte a una proposta parlamentare bipartisan
tesa a risolvere con un’apposita legge una delle più palesi
ingiustizie del sistema sanitario, ovvero la presenza di milioni di
bambini privi di assicurazione sanitaria, il presidente Bush ha
posto il suo veto, motivandolo con ragioni “filosofiche”. Il
provvedimento favorirebbe “the
federalization of health care”
(federalization =
governo federale) ovvero “la statalizzazione dell’assistenza
sanitaria”. “Qui si va al cuore della filosofia di Mr. Bush -
scrive P. Krugman in un suo editoriale del New York Times - . Egli
vuole che il pubblico creda che il governo è sempre il
problema e mai la soluzione. Ma è difficile convincere le
persone che il governo è sempre cattivo quando sta facendo
delle cose buone. Così la sua filosofia è che al
governo deve essere impedito di fare cose buone, anche se può.”