
“Una provocazione inammissibile”.
Il Marocco rifiuta la visita dei reali di Spagna che inizia oggi
nelle due cittadine enclave spagnole: Ceuta e Melilla. Due città
sul mare, due fortezze con tanto di barriere e reti che cercano di
respingere i quotidiani assalti dei migranti che cercano di abbordare
la fortezza Europa in uno dei punti di contatto più vicini.
Due città importanti, e tristemente famose, per speculazione
edilizia e affari poco chiari nel riciclaggio di denaro. Comunque due
città autonome spagnole, ma sempre contese e rivendicate dal
Marocco.
Ritiro dell'amabasciatore. Il
governo di Rabat sta facendo la voce grossa da giorni, anche perchè
la visita di re Juan Carlos e della regina Sofia è un fatto
storico: avviene esattamente a 37 anni di distanza dal primo viaggio
dei reali nelle due cittadine enclave. Allora erano solo dei
principi, giusto per la cronaca, mentre la Spagna era ancora una
dittatura retta dal caudillo Francisco Franco. A tanti anni di distanza, e con
più
di un incidente dio percorso, come le truppe speciali spagnole
paracadutate in forze dall'esercito si sua maestà per
riconquistare uno scoglio con due pastori e quattro capre (Perejil),
la visita di re e regina ha provocato il ritiro a tempo indefinito
dell'ambasciatore marocchino Omar Azziman dalla sede della capitale
spagnola. E il congelamento di tutte le riunioni bilaterali di alto
livello fra i due paesi.
Sahara occidentale. Al di là
delle lamentele e delle critiche di facciata, il punto di frizione
più forte fra le due diplomazie è rappresentato dalla
questione saharawi. Mohammed VI non ha gradito la coincidenza di data
in cui si svolge la passeggiata reale: il 6 novembre è il
giorno della 'marcia verde' sul Sahara, quando il regno marocchino -
era il 1975 – fece pressioni sulla Spagna per annettersi quel
territorio. E proprio a pochi giorni di distanza dal viaggio della
reale coppia spagnola, il giudice
Baltasar Garzon ha annunciato che
rivendica competenza e giurisdizione per il genocidio di centinaia di
saharawi, additando come artefici i più alti dignitari
marocchini degli anni 70, 80 e 90.