09/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Tra l'Udc e i leghisti del Ticino, nel paese dove il partito anti-immigrati conquista un elettore su tre

Il 22 ottobre il partito di Cristoph Blocher, industriale chimico zurighese, è uscito vincitore dalle elezioni generali svizzere. Ha ottenuto per la prima volta il 29 percento, 2,3  in più rispetto al 2003. Uno svizzero su tre ha voluto dare 61 parlamentari federali in più a chi si ripropone di cacciare le 'pecore nere'. Come nel loro famigerato poster in cui tre ovini bianchi cacciano lo straniero dal pascolo rossocrociato.

lo slogan elettorale dell'UdcSbirro buono e sbirro cattivo Nei cantoni più rurali, e conservatori, come Turgovia o Appenzello interno, la Udc (Unione Democratica di centro, in tedesco Svp, Schweizerische VolksPartei, partito del Popolo Svizzero) è andata oltre il 40 percento. Quasi un elettore su due. Credono ai sondaggi di Uli Maurer, portavoce della formazione: la faccia pacata e istituzionale. Nelle statistiche commissionate dall'Udc i crimini commessi da 'stranieri' sono il triplo di quelli commessi dai cittadini elvetici. Forse fisiologico in un paese che accoglie da decenni (negando il passaporto) un milione e mezzo di lavoratori stranieri, a fronte di sei milioni di cittadini. Se il poliziotto buono Mauer si fa sentire con toni moderati, il poliziotto cattivo Blocher minaccia di sbattere in galera l'intero nucleo familiare di ogni minorenne immigrato pescato in flagrante. Loro ultima proposta di legge cantonale a Zurigo: nella logica di repressione, il procedimento finirebbe con l'espulsione dell'intero nucleo familiare.

C. BlocherIl volto umano della Svizzera Blocher, che ha trasformato un partito agrario conservatore in un ricettacolo di xenofobi, antisemiti e razzisti, sembra l'emblema del clima di paura del diverso diffuso nella 'Fortezza Europa' durante la maggiore ondata immigratoria dell'ultimo secolo. Segnali provenienti dai Paesi Ue – anche il nostro – fanno pensare che il 'volto umano della Svizzera' sia in realtà il nostro futuro prossimo. Vedi i consiglieri comunali leghisti  di Padova che sabato 10 novembre portano un porco a grufolare sul campo patavino dove dovrebbe sorgere una moschea. Così che i musulmani non costruiscano più su siti contaminati dall'animale impuro. Come l'omicidio efferato, con stupro efferato, compiuto da un individuo in una stazione ferroviaria romana lo scorso 30 ottobre, che fa dire al sindaco della città come “bisogna passare alle espulsioni”. Con un circo politico scatenato per giorni a parlare di “espulsioni preventive” e altri sistemi repressivi degni di uno Stato di polizia. Senza ricordare che nel 2006 in Italia ci sono stati 74mila tentativi di stupro, o stupri riusciti. Quanti tra questi, tentati da Rom, non lo calcola nessuno, ma ci sarebbe da scommettere che siano cifre decimali.
PeaceReporter ha sentito gli esponenti più influenti della Udc nella Svizzera di lingua italiana, il Canton ticino. L'attuale presidente Pierre Rusconi, e il predecessore, GianFranco Soldati. Non è stato possibile raggiungere il signor G.Franco Montù , animatore del sito di commenti 'Rete Libera' (www.retelibera.com), espulso di recente dall'Udc per le sue posizioni antisemite. A completare il quadro, Giuliano Bignasca, creatore nel 1991 del fenomeno Lega dei Ticinesi con il giornalista Flavio Maspoli. Una copia xenofoba della Lega Nord che in Ticino è stata a lungo primo partito, con il 20 percento dei consensi terzo alle ultime consultazioni; la faccia presentabile è l'Attilio, fratello del fondatore e parlamentare federale. Contrari alla concessione dell'asilo politico; contrari all'accoglienza dei rifugiati; contrari ai trattati Bilaterali che hanno regolato cinque anni fa la piena libertà di movimento per i lavoratori Ue (italiani inclusi) in Svizzera. Le loro tesi sono consultabili sul settimanale il Mattino, dalla titolistica stravagante (www.mattinonline.ch)

G. Bignsca, fondatore Lega dei TicinesiBasta minareti, fuori dalle balle! “Qua moschee e minareti non ne vedrete mai! Chi viene a stuprare e rubare lo cacciamo via dalle balle”; il 'Nano' Bignasca (chiamato così da tutti in Cantone): più che parlare, grida nella cornetta,, “Han fatto bene quelli di Padova a portare a grufolare il maiale, nemmeno in Ticino vogliamo vedere minareti nelle nostre valli, e stia sicuro che finché ci siamo noi della Lega, non se ne vedranno.” ..e del politicamente corretto ha grande spregio. “Dice che dopo il caso dello zingaro in Italia vogliono fare cinquemila espulsioni? Ma lei ci crede? Non mi faccia ridere.. se voi siete capaci di cacciare tutti i delinquenti che avete accolto,, Se non lo vedo, non ci credo..” Veramente il senso della domanda era un altro, ma lasciamo perdere.

Bignasca, dopo il trionfo alle elezioniSenza franco, è finita
Bignasca, perché tutte queste paure? Perché questo messaggio per i vostri elettori? “Ma è la gente ad avere paura! Paura di questi immigrati che vengono a mangiare dalla nostra greppia a sbafo! Su il Mattino abbiamo trovato il caso di una studentessa congolese che ci costava 80mila franchi l'anno per l'accoglienza in un istituto; roba da matti! Con le famiglie che non arrivano a fine mese?” Per la cronaca, si tratta di una rifugiata politica che sfuggiva alle persecuzioni etniche che le avevano sterminato la famiglia. “La gente ha paura dell'Europa, e fa bene, perchè a Bruxelles sono dei mangiapane a ufo! I ticinesi hanno paura dell'euro e hanno ragione! Guardi come siete combinati voi.. Se accettiamo l'euro, la Svizzera è morta e sepolta. Idem se aboliamo il segreto bancario. E abbiamo paura dei Bilaterali: ora che comincia la crisi anche da voi, verremo invasi dai lavoratori giornalieri italiani. E il lavoro per noi ticinesi? Chi ce lo dà più, visto che i 'talian' costano la metà?” Bignasca ha destato molte polemiche a fine agosto con un suo editoriale sul 'Mattino' in cui attaccava il c.t. della nazionale di calcio. La colpa? avere schierato tre giocatori di pelle nera. "Niente neri in nazionale!" era la parola d'ordine del 26 agosto dell'organo di stampa della Lega, e l'editoriale del 'Nano' recitava "che ci sia in nazionale ogni tanto un tirapalloni color cioccolato, passi! Ma tre insieme francamente mi sembran troppi".

P. Rusconi, presidente Udc TicinoNon siamo razzisti, sono loro a essere balcanici” “Non si tratta mica d'essere razzisti, sono le statistiche a parlare!”. Pierre Rusconi, presidente Udc in Ticino, ha toni fermi, ma misurati rispetto al vulcanico fondatore della Lega. I contenuti però non cambiano. “Ha ragione Blocher: sappiamo che il 52 percento dei crimini violenti qui vengono compiuti dagli immigrati; soprattutto l'80 percento degli stupri. Ma gli immigrati sono un 20 percento scarso della popolazione. E' matematica, eh? Vuol dire che commettono il triplo dei reati rispetto a uno svizzero. Chi è nato qui, pazienza, bon, me lo devo tenere e lo sbatto in galera. Ma quelli che vengono qui a stuprare, me li dovrò tenere mica tutti io, scusi? Ma andassero a casa loro a molestare le donne, i kosovari! Andassero a stuprare le loro sorelle!” Questione di razza, quindi? “Non si tratta certo d'essere razzisti: se vede il passato, le ondate migratorie di immigrati dal Sud europa, come portoghesi o spagnoli, hanno funzionato. Erano gente civile che si sapeva comportare. Come i vostri 'terroni', che si sono integrati in Ticino, e nel nord Italia. Ma con i balcanici non è stato così in questi anni, e sa perchè? C'è una realtà innegabile: è gente che viene dalla guerra, molto probabilmente la ha vissuta. C'è tutta la possibilità che abbiano visto uccidere, o che abbiano ucciso. Cosa vuole che importi loro ammazzare dieci persone o cento? Una volta che si è cominciato.. Quel che noi diciamo è: “non venissero a farlo in Svizzera!” Anche voi con le espulsioni cacciate i violenti, o no? Sa qual è la differenza tra noi e voi? Che in Svizzera indiciamo i referendum cantonali (per la legge sulle espulsioni sopra citata, ndr) e parliamo chiaramente ai nostri elettori! Senza ipocrisie. Se lei adesso indice un referendum simile a Treviso o a Como o a Brescia, secondo lei il popolo che le dice? Glielo dico io: fuori gli albanesi e i rumeni delle rapine in villa!”

GianFranco Soldati, ex presidente udc TicinoDipende dalle etnie di provenienza, sa? “Ma noi non diciamo che tutti gli immigrati sono violenti, solo che da quando girano queste bande... non siamo al vostro degrado, ma sono segnali che arriveremo anche qui, come in Veneto, alle rapine in villa.. Qui non è più come prima sa? Se sotto casa mia anni fa lasciavo la macchina con le chiavi inserite nel cruscotto, succedeva niente,, adesso se la abbandono 2 minuti senza chiuderla,,” Il tono di GianFranco Soldati è sdegnato e preoccupato. Nonostante non sia più da anni il presidente della Udc ticinese, rimane un appassionato conoscitore della politica. E la Svizzera multiculturale non gli va giù. “Xenofobia è una parola grossa, usata impropriamente per noi dell'Udc. Ma non c'è niente di scandaloso! La xenofobia è un istinto sano, una manifestazione dell'istinto di conservazione, è natura. Come quel premio Nobel americano che ha detto che i neri sono geneticamente meno intelligenti dei bianchi (James Watson, genetista premio Nobel, ndr). Cosa c'è da scandalizzarsi, dico io? E' come dire uno più uno fa due.. All'università avevo dei colleghi di colore, guardi mi creda intelligentissimi (parla come un entomologo davanti una collezione di falene), ma la realtà di quella razza è che non son capaci di organizzarsi. Si faccia un giroda quelle parti e vedrà se in 40 e passa anni di indipendenza sono riusciti a raggiungere standard di vita decenti come noi europei”.

Saremo mica uguali agli africani “E' ora di finirla con l'ipocrisia del "nasciamo tutti uguali"! Ci sono etnie che portano delle difficoltà,, caratteriali. Non è da razzisti ammetterlo,, Anche in passato alcune razze che abbiamo avuto potevano dare problemi, come quelli del Sud Italia! razza alla quale credo appartenga anche lei, a giudicare dal suo accento..”
Mi ricorda un articolo del giornale dell'Udc dopo i fatti di Lamone, “il cancro calabrese si diffonde in Ticino” (la notte di San Silvestro 2002 a Lamone, vicino Bellinzona, una pizzeria gestita da calabresi saltò in aria, sembra per ritorsioni tra clan mafiosi stabiliti in zona. ndr).
“Ma no, con i calabresi si può ragionare! Guardi, in Calabria io ci sono persino andato, con un boss locale dalle parti di Fabrizia, sopra Siderno: mi ricordo che nei paesini tutti si avvicinavano a riverirlo, questi omini minuscoli che sbucavano da case minuscole con le loro coppole in testa ..” (di nuovo il tono dello zoologo in missione sul campo, ndr) Il problema sono i balcanici: adesso in Ticino hanno delle osterie, dove se entra uno di noi e parla ticinese, viene guardato male! Con questi ci vuole più rigore: noi della Udc siamo disposti a dialogare, ma qua si sta alle nostre regole, perché a casa nostra vogliamo comandare noi.

Manifesta elettorale Udc prima di un referendum sull'ingresso nella UeA Milano, un caloroso freddo A Milano fa freddo, piove, mentre in redazione si diffonde il suono della tastiera. Fuori, gente di mille razze corre per sbarcare il lunario. Improvvisamente i 50 chilometri che dividono questa metropoli europea dalla vallate verdi di Blocher e dei vari Rusconi e Bignasca sembrano una distanza siderale. "Mi viene da pensare alla nostra terra natale - riflette nel corso di una telefonata Bruno N., 51enne consulente per il terzo settore da un decennio a Milano - la Calabria che da 3.500 anni accoglie e integra greci, romani, saraceni, turchi, catalani, svevi, francesi angioini, spagnoli e chi più ne ha, più ne metta. Senza fare sentire nessuno straniero sulla terra dove siamo nati tutti. Un luogo molto più lontano da Chiasso dei 1.350 chilometri di distanza autostradale. Terra umile, senza banche e fabbriche  d'avanguardia e orologi di pregio e vallate felici dove si votano gli xenofobi; ma terra che assimila, dove dialetti e costumi conservano abitudini di ogni popolo vissuto lì".
Adesso Milano sembra così calda, accogliente. Un posto dove nessuno ti chiede di diventare 'milanese' per trovare un lavoro e costruire la tua esistenza. Tutta l'Italia può sembrare un posto dove lo straniero è benvenuto, lontanissima dalla Svizzera che sognano i Blocher e i Rusconi. Chissà ancora per quanti anni.
    

Gianluca Ursini

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