Tra l'Udc e i leghisti del Ticino, nel paese dove il partito anti-immigrati conquista un elettore su tre
Il
22 ottobre il partito di Cristoph Blocher, industriale chimico
zurighese, è uscito vincitore dalle elezioni generali
svizzere. Ha ottenuto per la prima volta il 29 percento, 2,3 in più rispetto al 2003. Uno svizzero su tre
ha voluto dare 61 parlamentari federali in più a chi si ripropone di cacciare
le 'pecore nere'. Come nel loro
famigerato poster in cui tre ovini bianchi cacciano lo straniero dal pascolo rossocrociato.
Sbirro
buono e sbirro cattivo Nei cantoni più rurali, e
conservatori, come Turgovia o Appenzello interno, la Udc (Unione
Democratica di centro, in tedesco
Svp,
Schweizerische VolksPartei,
partito del Popolo Svizzero) è andata oltre il 40
percento. Quasi un elettore su due. Credono ai sondaggi di Uli Maurer, portavoce
della formazione: la faccia pacata e
istituzionale. Nelle statistiche commissionate dall'Udc i crimini commessi
da 'stranieri' sono il triplo di quelli commessi dai cittadini elvetici. Forse
fisiologico in un paese che
accoglie da decenni (negando il passaporto) un milione e mezzo
di lavoratori stranieri, a fronte di sei milioni di cittadini. Se il
poliziotto buono Mauer si fa sentire con toni moderati, il poliziotto cattivo
Blocher minaccia di sbattere in galera
l'intero nucleo familiare di ogni minorenne immigrato pescato in
flagrante. Loro ultima proposta di legge cantonale a
Zurigo: nella logica di repressione, il procedimento finirebbe con l'espulsione
dell'intero nucleo familiare.
Il
volto umano della Svizzera Blocher, che ha
trasformato un partito agrario conservatore in un ricettacolo di
xenofobi, antisemiti e razzisti, sembra l'emblema del
clima di paura del diverso diffuso nella 'Fortezza Europa'
durante la maggiore ondata immigratoria dell'ultimo secolo. Segnali provenienti
dai Paesi Ue
– anche il nostro – fanno pensare che il 'volto umano
della Svizzera' sia in realtà il nostro futuro prossimo. Vedi i consiglieri comunali
leghisti di Padova che sabato 10 novembre portano
un porco a grufolare sul campo patavino dove dovrebbe
sorgere una moschea. Così che i musulmani non costruiscano più su siti contaminati
dall'animale impuro. Come l'omicidio efferato, con stupro efferato, compiuto da
un
individuo in una stazione ferroviaria romana lo scorso 30
ottobre, che fa dire al sindaco della città come “bisogna
passare alle espulsioni”. Con un circo politico scatenato per giorni a parlare
di “espulsioni preventive” e altri
sistemi repressivi degni di uno Stato di polizia. Senza ricordare che
nel 2006 in Italia ci sono stati 74mila tentativi di stupro, o stupri
riusciti. Quanti tra questi, tentati da Rom, non lo calcola
nessuno, ma ci sarebbe da scommettere che siano cifre decimali.
PeaceReporter ha sentito gli esponenti più influenti della Udc nella Svizzera di lingua italiana,
il Canton ticino.
L'attuale presidente Pierre Rusconi, e il
predecessore, GianFranco Soldati. Non è stato possibile
raggiungere il signor G.Franco Montù , animatore del sito di
commenti '
Rete Libera' (
www.retelibera.com),
espulso di recente dall'Udc per le sue posizioni
antisemite. A completare il quadro, Giuliano Bignasca,
creatore nel 1991 del fenomeno
Lega dei Ticinesi con il giornalista
Flavio Maspoli. Una copia xenofoba della Lega Nord che in Ticino è stata a lungo
primo partito, con il 20 percento dei consensi terzo alle ultime consultazioni;
la faccia
presentabile è l'Attilio, fratello del fondatore e parlamentare federale. Contrari
alla concessione dell'asilo politico; contrari
all'accoglienza dei rifugiati; contrari ai trattati Bilaterali che
hanno regolato cinque anni fa la piena libertà di movimento per i
lavoratori Ue (italiani inclusi) in Svizzera. Le loro tesi
sono consultabili sul settimanale il Mattino, dalla titolistica stravagante (
www.mattinonline.ch)
Basta
minareti, fuori dalle balle! “Qua moschee e minareti non ne
vedrete mai! Chi viene a stuprare e rubare lo cacciamo via
dalle balle”; il 'Nano' Bignasca (chiamato così da tutti in
Cantone): più che parlare, grida
nella cornetta,, “Han fatto bene quelli di Padova a portare a
grufolare il maiale, nemmeno in Ticino vogliamo vedere minareti
nelle nostre valli, e stia sicuro che finché ci siamo noi
della Lega, non se ne vedranno.” ..e del politicamente corretto ha
grande spregio. “Dice che dopo il caso dello zingaro in Italia
vogliono fare cinquemila espulsioni? Ma lei ci crede? Non mi faccia
ridere.. se voi siete capaci di cacciare tutti i delinquenti che
avete accolto,, Se non lo vedo, non ci credo..” Veramente il senso
della domanda era un altro, ma lasciamo perdere.
Senza franco, è finita
Bignasca, perché tutte
queste paure? Perché questo messaggio per i
vostri elettori? “Ma è la gente ad avere paura! Paura di
questi immigrati che vengono a mangiare dalla nostra greppia a
sbafo! Su il Mattino abbiamo trovato il caso di una
studentessa congolese che ci costava 80mila franchi l'anno per
l'accoglienza in un istituto; roba da matti! Con le famiglie che non arrivano
a fine mese?”
Per la cronaca, si tratta di una rifugiata politica che sfuggiva alle
persecuzioni etniche che le avevano sterminato la famiglia. “La gente ha paura
dell'Europa, e fa bene, perchè
a Bruxelles sono dei mangiapane a ufo! I ticinesi hanno paura dell'euro e
hanno ragione! Guardi come siete combinati voi.. Se accettiamo
l'euro, la Svizzera è morta e sepolta. Idem se aboliamo il segreto bancario. E
abbiamo paura dei Bilaterali: ora che
comincia la crisi anche da voi, verremo invasi dai lavoratori
giornalieri italiani. E il lavoro per noi ticinesi? Chi ce lo dà
più, visto che i 'talian' costano la metà?” Bignasca ha destato molte polemiche a fine agosto con un
suo editoriale
sul 'Mattino' in cui attaccava il c.t. della nazionale di calcio.
La colpa? avere schierato tre giocatori di pelle nera. "Niente neri in nazionale!"
era la parola d'ordine del 26 agosto dell'organo di stampa della Lega, e l'editoriale
del 'Nano' recitava "che ci sia in nazionale ogni tanto un tirapalloni color cioccolato,
passi! Ma tre insieme francamente mi sembran troppi".

“
Non
siamo razzisti, sono loro a essere balcanici” “Non si tratta
mica d'essere razzisti, sono le statistiche a parlare!”.
Pierre Rusconi, presidente Udc in Ticino, ha toni fermi, ma
misurati rispetto al vulcanico fondatore della Lega. I contenuti
però non cambiano. “Ha ragione Blocher: sappiamo che
il 52 percento dei crimini violenti qui vengono compiuti
dagli immigrati; soprattutto l'80 percento degli stupri. Ma gli
immigrati sono un 20 percento scarso della popolazione. E'
matematica, eh? Vuol dire che commettono il triplo dei reati rispetto
a uno svizzero. Chi è nato qui, pazienza,
bon,
me lo devo tenere e lo sbatto in galera. Ma quelli che vengono qui a
stuprare, me li dovrò tenere mica tutti io, scusi? Ma andassero
a casa loro a molestare le donne, i kosovari! Andassero a stuprare le
loro sorelle!”
Questione di razza, quindi?
“Non si tratta certo d'essere razzisti: se vede il passato, le
ondate migratorie di immigrati dal Sud europa, come portoghesi o
spagnoli, hanno funzionato. Erano gente civile che si sapeva
comportare. Come i vostri '
terroni', che si sono integrati in
Ticino, e nel nord Italia. Ma con i balcanici non è stato così in
questi anni, e sa perchè? C'è una realtà
innegabile: è gente che viene dalla guerra, molto
probabilmente la ha vissuta. C'è tutta la
possibilità che abbiano visto uccidere, o che abbiano ucciso. Cosa vuole che importi
loro ammazzare dieci persone o
cento? Una volta che si è cominciato.. Quel che
noi diciamo è: “non venissero a farlo in Svizzera!” Anche
voi con le espulsioni cacciate i violenti, o no? Sa qual è
la differenza tra noi e voi? Che in Svizzera indiciamo i referendum cantonali
(per la legge
sulle espulsioni sopra citata,
ndr) e parliamo chiaramente ai nostri
elettori! Senza ipocrisie. Se lei adesso indice un referendum simile
a Treviso o a Como o a Brescia, secondo lei il popolo che le dice?
Glielo dico io: fuori gli albanesi e i rumeni delle rapine in villa!”
Dipende
dalle etnie di provenienza, sa? “Ma
noi non diciamo che tutti gli immigrati sono violenti, solo che da
quando girano queste bande... non siamo al vostro degrado,
ma sono segnali che arriveremo anche qui, come in Veneto, alle rapine
in villa.. Qui non è più come prima sa? Se sotto casa
mia anni fa lasciavo la macchina con le chiavi inserite nel
cruscotto, succedeva niente,, adesso se la abbandono 2 minuti senza
chiuderla,,”
Il
tono di GianFranco Soldati è sdegnato e preoccupato.
Nonostante non sia più da anni il presidente della Udc
ticinese, rimane un appassionato conoscitore della politica. E la Svizzera multiculturale
non gli va giù. “Xenofobia
è una parola grossa, usata impropriamente per noi
dell'
Udc. Ma non c'è niente di scandaloso! La
xenofobia è un istinto sano, una manifestazione dell'istinto
di conservazione, è natura. Come quel premio Nobel americano che ha detto che
i
neri sono geneticamente meno intelligenti dei bianchi (James Watson, genetista
premio Nobel, ndr). Cosa c'è
da scandalizzarsi, dico io? E' come dire uno più
uno fa due.. All'università avevo dei colleghi di colore,
guardi mi creda intelligentissimi (parla come un entomologo davanti una collezione
di falene), ma la realtà
di quella razza è che non son capaci di organizzarsi. Si
faccia un giroda quelle parti e vedrà se in 40 e passa anni
di indipendenza sono riusciti a raggiungere standard di vita
decenti come noi europei”.
Saremo
mica uguali agli africani “E'
ora di finirla con l'ipocrisia del "nasciamo tutti
uguali"! Ci sono etnie che portano delle difficoltà,, caratteriali. Non è da razzisti
ammetterlo,, Anche in passato alcune razze che abbiamo avuto potevano
dare problemi, come quelli del Sud Italia! razza alla quale credo appartenga anche
lei, a giudicare dal suo accento..”
Mi ricorda
un articolo del giornale dell'Udc dopo i fatti di Lamone, “il
cancro calabrese si diffonde in Ticino” (la notte di San
Silvestro 2002 a Lamone, vicino Bellinzona, una pizzeria gestita
da calabresi saltò in aria, sembra per ritorsioni tra clan
mafiosi stabiliti in zona. ndr).
“Ma no, con i calabresi si può
ragionare! Guardi, in
Calabria io ci sono persino andato, con un boss locale dalle parti di
Fabrizia, sopra Siderno: mi ricordo che nei paesini tutti si
avvicinavano a riverirlo, questi omini minuscoli che sbucavano da
case minuscole con le loro coppole in testa ..” (di nuovo il tono
dello zoologo in missione sul campo, ndr) Il problema sono i balcanici: adesso
in Ticino hanno delle osterie, dove se entra uno di noi e parla ticinese,
viene guardato male! Con questi ci vuole più rigore: noi della
Udc siamo disposti a dialogare, ma qua si sta alle nostre regole,
perché a casa nostra vogliamo comandare noi.
A
Milano, un caloroso freddo A
Milano fa freddo, piove, mentre in redazione si
diffonde il suono della tastiera.
Fuori, gente di mille razze corre per sbarcare il lunario. Improvvisamente i 50
chilometri che dividono questa
metropoli europea dalla vallate verdi di Blocher e dei vari
Rusconi e Bignasca sembrano una distanza siderale. "Mi viene da pensare alla nostra
terra natale - riflette nel corso di una telefonata Bruno N., 51enne consulente
per il terzo settore da un decennio a Milano - la Calabria che da 3.500 anni
accoglie e integra greci, romani, saraceni, turchi, catalani, svevi,
francesi angioini, spagnoli e chi più ne ha, più ne metta. Senza
fare sentire nessuno straniero sulla terra dove siamo
nati tutti. Un luogo molto più lontano da Chiasso dei 1.350 chilometri di
distanza autostradale. Terra
umile, senza banche e fabbriche
d'avanguardia e orologi di pregio e vallate felici dove si votano gli
xenofobi; ma terra che assimila, dove dialetti e costumi conservano
abitudini di ogni popolo vissuto lì".
Adesso Milano sembra così calda, accogliente.
Un posto dove nessuno ti chiede di diventare 'milanese' per trovare
un lavoro e costruire la tua esistenza. Tutta l'Italia può sembrare
un posto dove lo straniero è benvenuto, lontanissima dalla
Svizzera che sognano i Blocher e i Rusconi. Chissà ancora per
quanti anni.