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Bis di Gambari Le liberazioni sembrano strumentali all'arrivo previsto per sabato 3 novembre
a Rangun dell'emissario speciale delle Nazioni Unite Ibrahim Gambari, un ex generale
nigeriano. Sette giorni or sono, la giunta dittatoriale aveva proceduto ad altri
70 rilasci, dei quali 50 per membri della Lega democratica. Nel comtmpo, sono
stati ormai definitivamente preclusi gli accessi internet ai maggiori siti di
comunicazione internazionale, attraverso i quali i dimostranti erano riusciti
a far filtrare verso il mondo immagini della brutale repressione dei moti di piazza,
attuati dal regime dal 26 settembre per una intera settimana.
..e subito repressione! Nelle ultime 24 ore, ogni accesso a siti non birmani, ha informato il ministero
della comunicazione, viene impedito. Per i 25 mila utenti internet registrati
(su 50 milioni di abitanti) rimane solo la limitata scelta dei 2 server ufficiali
autorizzati dal governo. Gambari era già arrivato nel paese per tre giorni il
29 settembre, ed era riuscito ad incontrare la oppositrice di maggior spicco San
Suu Kii e il generale a guida della dittatura, Than Shwe. Adesso arriverà con
il beneplacito del segretario generale Onu Ban Ki Mun, che avrà incontrato il
venerdì 2 in Turchia. Ma intanto la Giunta ha mandato segnali contrastanti avverso
la diplomazia internazionale, espellendo un diplomatico. Intanto il Consiglio dell'Unione di Birmania (governo birmano in esilio a Washignton) ha indetto per domenica una grande
marcia dallo stesso punto (Memorial Hill) in cui Martin Luther King negli anni'60 lanciò la sua Marcia per i Diritti.
Il premier in pectore del governo in esilio è atteso per sabato 3 al Parlamento
Usa per deporre di fronte la Commissione per il rispetto dei Diritti umani. Maung
Maung ha denunciato la grave situazione in cui versano gli attivisti della Lega
per la Democrazia nel Paese dal quale è scappato in esilio18 anni or sono.
Il governo espelle il diplomatico delle Nazioni unite in Birmania: Charles Petrie è stato convocato
nella capitale-farsa Nay py do, e gli è stato comunicato che il suo mandato non
veniva rinnovato e invitato ad andarsene. Petrie ha iniziato la sua missione birmana
nel 2003. Di recente, aveva criticato pubblicamente la repressione brutale messa
in atto dai militari alle proteste di settembre. Il 24 ottobre, giornata internazionale
delle Nazioni Unite, Petrie aveva emesso un comunicato pubblico di inusitata durezza
contro la politica economica del regime, riferendosi a come le proteste pubbliche
iniziate in ferragosto per opporsi al raddoppio del prezzo della benzina, fossero
poi sfociate in manifestazioni di massa. “Gli eventi ci dimostrano chiaramente
come la lotta quotidiana per la sopravvivenza si ala realtà del popolo birmano,
e di come non si possa rimandare la necessità di affrontare la situazione di disastro
umanitario in cui versa questo Paese”, il comunicato diramato dal (poco all'occorrenza)
diplomatico.Gianluca Ursini
Parole chiave: Maung Maung, Aung San Suu Kii, Ibrahim Gambari, Than Shwe, Ursini