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“Il capo della nostra organizzazione politica, Brigadier S. P. Thamilselvan,
è stato ucciso da un bombardamento aereo della Air force dello Sri Lanka” recita il comunicato ufficiale. L'esercito governativo ha detto
di poter confermare l'uccisione, portata a termine in pieno territorio in mano
alle Tigri, grazie a notizie di intelligence reperite dai servizi segreti singalesi. L'attacco è stato portato addirittura
in casa Tamil, a Kilinochchi, la ''capitale'' militare dei ribelli. Il portavoce
del ministero della Difesa ha confermato che l'attacco è stato portato alle 6
del mattino, ora di Colombo. Thamilselvan era anche il capo negoziatore nelle
trattative per la pace con il governo centrale. Il 'centre for policy alternatives' di Colombo ha confermato ad una tv locale che la perdita di Thamilselvan va
considerata ''irrimpiazzabile'', e che le tigri dopo questa operazione si trovano
''decapitate al livello politico e organizzativo''. “Aveva l'esperienza adatta
per far parte di un team di negoziatori ed era l'unico all'interno delle Tigri autorizzato a trattare
con il mondo esterno. Una perdita non sostituibile” confermano dalla Ong che segue
il processo di pace tra maggioranza singalese dello Sri Lanka e minoranza separatista
Tamil, che lotta da più di 20 anni per una maggiore autonomia: un conflitto che
ha già lasciato quasi 100mila morti sul terreno. Nel 2002 era stato indetta una
tregua, durata quasi un anno, che doveva portare a colloqui preparatori di un
vero tragitto di pace
Pace rimandata a data indefinita. Secondo i commentatori internazionali, questo omicidio segna un punto di non
ritorno nel conflitto. “Le posizioni delle due parti adesso si faranno molto più
dure” ha detto alla Bbc un giornalista della tv statale. “A meno che non arrivi
sul campo una vittoria indiscutibile di una delle due parti – ha detto il giornalista
– o un massiccio intervento neutrale da parte della comunità internazionale (leggi:
invio di caschi blu Onu) per lungo tempo adesso non sarà più possibile arrivare
ad un accordo di pace nel conflitto con le Tigri tamil”. Velupillai Prabhakaran, capo militare delle Tigri, è latitante da decenni
e non si mostra in pubblico; Thamiselvan era l'unica ''faccia pubblica'' del movimento
indipendentista, e l'unico negoziatore ad aver finora dialogato con il mediatore
norvegese per la pace, presente a Colombo su mandato Onu per trovare un accordo
tra le parti in conflitto tra il 2002 e il 2003. L'assassinio segue a un anno
di distanza quello di un altro portavoce ufficiale dei ribelli, Anton Balasingham.
Gianluca Ursini
Parole chiave: Tigri Tamil, Thamilselvan, colloqui pace, offensiva aerea