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L’avanzata talebana
verso ovest. Oltre settecento guerriglieri armati fino ai denti e dotati di
decine di fuoristrada erano scesi lunedì dalle loro roccaforti sulle montagne
di Musa Qala, nella provincia di Helmand, muovendo verso ovest e prendendo il
controllo del distretto montano di Gulistan, nella parte orientale della
provincia di Farah. Da lì, due giorni dopo, hanno proseguito la loro avanzata
verso ovest, calando in forze nelle vallate del distretto di Bakwa. L’esercito
governativo e la polizia afgana non hanno potuto fare altro che ripiegare e
chiamare i rinforzi Nato arrivati sotto forma di cacciabombardieri e forze
speciali – che in questa area comprendono alcune decine di incursori dell’esercito
e della marina italiani. Qari Mohammad Yousuf, portavoce dei talebani, ha
dichiarato che il loro obiettivo è prendere il controllo di tutta la provincia.
Trecento morti in una
settimana. Il bilancio ufficiale dei combattimenti, che ora infuriano a
poche decine di chilometri dal capoluogo provinciale, è finora di oltre venti
militari afgani morti e di circa sessanta presunti talebani uccisi. Si parla
anche di diverse vittime tra i civili, che il governo attribuisce però al fuoco
talebano. Enrico Piovesana
Parole chiave: afghanistan, talebani, farah, herat, guerra, enrico piovesana